giovedì 29 ottobre 2015

E tu, Bergolo, terra di Langa


Campetto - Borgomale - Lequio Berria - Pedaggera - Cerretto Langhe - Cravanzana - Torre B.da - Levice - Bergolo - Cortemilia - Castino - Campetto (Km 59)


...non sei davvero il più piccolo tra i paesi di Langa.
L'ultimo giro dell'anno, salvo qualche possibile sgambata novembrina, torna sulle strade dell'Alta Langa come da consolidata tradizione pluriennale. Il percorso immaginato nei mesi precedenti avrebbe dovuto snodarsi parecchio più a sud, ma mai come quest'anno eventi e circostanze hanno fatto spuntare o accantonare idee nel volgere di pochi giorni, e così in questo caso riduco il campo d'azione disegnando un percorso imperniato sul minuscolo ma vivace paese di Bergolo (sperando che Matteo abbia santità abbastanza da perdonarmi il titolo del post), che non mi farà comunque mancare l'impegno e il piacere di pedalare lungo strade e luoghi che come pochi altri sanno trasmettere un senso di pace con se stessi e con il mondo; in questa direzione va peraltro la scelta di rinunciare a salire al paesino di pietra dal muro di Pezzolo, come inizialmente progettato, ma di optare in generale per salite più lunghe e dolci, in continuità con le caratteristiche dell'ultimo giro tra i boschi dell'alta valle Tanaro: quello che cambia è semmai il chilometraggio e l'altitudine, con la Cima Coppi che scende ai 720 metri della Pedaggera.

giovedì 22 ottobre 2015

1000 e non più 1000


Bagnasco - Battifollo - Scagnello - Lisio - Viola - Saint-Grée - Pamparato - Valcasotto - Colla di Casotto - Garessio - Colla di Vetria - Vetria - Colle dei Giovetti - Massimino - Bagnasco (Km 84)


Quando un paio d'anni fa piazzai in una soleggiata ma fredda giornata di metà ottobre i 1060 metri del colle di S. Giacomo, pensai che l'azzardo era valso la pena e che poteva essere replicato alle giuste condizioni, e così, approfittando di una giornata libera a metà settimana e di una condizione fisica più che buona, disegno nella stessa zona un percorso molto complesso che mi regalerà gli ultimi tre scollinamenti oltre i 1000 metri della stagione. Il giro prevede inizialmente le salite di Battifollo, Saint-Grée e colla di Casotto sul versante occidentale del Tanaro, con la possibilità di aggiungere nella seconda parte le scalate del Vetria e del Giovetti sul versante orientale, a concludere un duro ma appassionante su e giù attraverso i coloratissimi boschi autunnali della zona.

giovedì 15 ottobre 2015

Dalla pianura al Roero


Masio - Rocchetta T.ro - Castello d'Annone - Azzano d'Asti - Asti - Revignano - Vaglierano Basso - San Damiano d'Asti - Priocca - Govone - San Martino Alfieri - Motta - Isola d'Asti - Montegrosso - Mombercelli - Belveglio - Masio (Km 84)


Il percorso forse più scorrevole dell'anno per un giro di fine stagione senza troppe pretese se non quella di stare qualche ora all'aperto e approfittarne per fare una veloce e molto parziale puntata in Roero, che in questa stagione regala i colori più belli. Ne esce dunque un giro con tanta pianura, intervallata di quando in quando da salitelle brevi e facili, salvo qualche strappetto un po' più impegnativo, ma tutto sommato una sorta di 'decantazione attiva' era quello che serviva in attesa delle prossime due uscite, con le quali cercherò di chiudere degnamente la stagione.
Parto da Masio con immediata risalita al centro del paese, seguita dal falsopiano fino ai Mogliotti, poi discesa a Rocchetta e congiungimento con la statale poco prima di Castello d'Annone dopo poco più di dieci chilometri senza nulla da segnalare. Attraverso il paese fino alla piazza della stazione, poi lascio la statale per dirigermi verso Azzano; per un paio di chilometri la strada procede in piano accostata al Tanaro per un breve tratto, poi una curva a destra introduce alla salita al paese. Quella di Azzano è una salita di poco più di un chilometro, coperto in gran parte da un lungo rettilineo, ma è abbastanza tosta, con pendenza regolare intorno all'8%: di fatto, sarà lo strappo più duro del giorno, ma me lo lascio alle spalle senza nessun problema.

venerdì 9 ottobre 2015

Primo freddo in Langa


Santo Stefano Belbo - Cossano Belbo - San Donato - Manera - Borgomale - Castino - Scorrone - Cossano Belbo - Santo Stefano Belbo (Km 46)


Classico giro autunnale sulle colline attorno a S. Stefano, in buona parte ridimensionato rispetto all'idea originale a causa di una temperatura per la prima volta abbastanza bassa da rendere poco piacevole la pedalata, soprattutto nei tratti in discesa. La sostanza del giro rimane comunque quella di fare un po' di saliscendi a cavallo della valle Belbo, dove non mancano strade impegnative e altre più tranquille, lungo le quali coniugare un buon allenamento col piacere di ritornare in luoghi di cui non smetto di apprezzare la bellezza e il senso di pace che trasmettono.

lunedì 5 ottobre 2015

Genova per noi



Novi Ligure - Serravalle Sc. - Arquata Sc. - Isola del Cantone - Ronco Sc. - Busalla - Casella - Montoggio - Laccio - Passo della Scoffera - Sottocolle - Lumarzo - Pannesi - Monte Fasce - Genova (Km 105)


Da qualche anno mi frullava per la testa l'idea di andare a Genova in bicicletta e poi rientrare in treno, e finalmente realizzo il progetto, infilando nel contempo il terzo giro over 100 consecutivo, quinto e ultimo dell'anno, numeri comunque inconsueti per i miei standard. Una volta decisa la destinazione, non resta che definire il percorso, e qui le opzioni sono tante quante le strade che si intrecciano sull'Appennino sopra il capoluogo ligure. Alla fine, stabilisco che scenderò a Genova dal monte Fasce, che domina la città a est, e con questo il resto dell'itinerario si disegna praticamente da sé, come la partenza da Novi invece che da Alessandria, per alleggerire un po' un chilometraggio che sarà comunque importante.
Il giro può essere suddiviso in tre parti di pari lunghezza, ma ben distinte per caratteristiche tecniche e significato cicloturistico: primi 35 chilometri di puro trasferimento su statale tortuosa fino a Busalla; parte centrale abbastanza anonima con risalita della valle Scrivia, scavalcamento del passo della Scoffera e successiva discesa; ultima parte da ricordare con scalata duretta al monte Fasce e spettacolare picchiata su Genova.

mercoledì 30 settembre 2015

Il Monferrato dal Tanaro al Po


Masio - Felizzano - Fubine - Frassinello M.to - Rosignano M.to - S. Giorgio M.to - Ozzano M.to - Solonghello - Fabiano - Camino - Castel S. Pietro - Cantavenna - Gabiano M.to - Moncestino - Villamiroglio - S. Antonio - Odalengo Piccolo - Moncalvo - Calliano - Castagnole M.to - Refrancore - Quattordio - Masio (Km 126)


Terminata in gloria la stagione delle uscite in montagna, per il ritorno in bassa quota scelgo un lungo giro nel Monferrato, con obiettivo posto sugli ultimi contrafforti collinari a ridosso del Po, con bella vista sulla pianura vercellese. L'altimetria è quella tipica di questi giri, pianura poca e un'infinità di salitelle e di discese per saltare da un bricco all'altro, con dislivelli e pendenze quasi sempre irrilevanti, ma che sommati l'uno all'altro danno un totale di tutto rispetto, soprattutto in considerazione del notevole chilometraggio. Quanto al contenuto cicloturistico, i colori caldi del Monferrato alla vigilia dell'autunno non hanno bisogno di commenti, bisogna immergersi e gustarseli al ritmo tranquillo di una pedalata che introduce al finale di stagione.

lunedì 21 settembre 2015

Dall'Engadina alla Valtellina


Sankt Moritz - Celerina - Pontresina - Passo del Bernina - Forcola di Livigno - Livigno - Passo di Eira - Passo di Foscagno - Bormio - Sondalo - Tiolo - Grosio - Grosotto - Mazzo di Valtellina - Tovo Sant'Agata - Lovero - Sernio - Tirano (Km 116)


Quattro 2000 al prezzo di uno e una trasferta di 300 chilometri per un giro impareggiabile sulle Alpi Retiche a cavallo tra Cantone dei Grigioni e Lombardia. Va da sé che un'uscita così fuorimano, per di più incastrata tra due giornate lavorative, richiede un'organizzazione accurata e una certa dose di fachirismo, e così si comincia trovando una sistemazione per la notte a Sernio (tre chilometri da Tirano) e si continua sobbarcandosi quasi quattro ore di macchina all'uscita dal lavoro per raggiungere il B&B in Valtellina.
Il mattino seguente, dopo una colazione abbondante al di là dell'appetito, raggiungo Tirano dove alla stazioncina delle Ferrovia Retiche acquisto il biglietto del trenino rosso fino a St. Moritz. Sono due ore abbondati di viaggio che penso di trascorrere leggendo tranquillamente il giornale, ma non appena il treno di mette in movimento diventa difficile scollare gli occhi dal finestrino, tanto ardito è il percorso e meravigliose le visuali prima sulla valle di Poschiavo e poi sui ghiacciai del Palü, del Cambrena e del Bernina; solo nel tratto finale del percorso comincia a crescere l'impazienza di scendere e cominciare finalmente una pedalata che dall'antipasto si preannuncia straordinaria.

venerdì 11 settembre 2015

La rivincita sul Vallone


Demonte - Colle Fauniera - Demonte (Km 49)


Per la prima uscita di settembre la meta prescelta è il col de Vars, con aggiunta del col de Larche (versante francese del Maddalena) e possibile appendice nell'alta valle dell'Ubaye. È tutto pronto come sempre, ho studiato percorso, chilometraggio e altimetrie, e mi muovo alla volta dell'alta valle Stura per intraprendere questa nuova avventura. Sennonché, arrivato dalle parti di Cuneo propio nel momento il cui le nuvole stanno sgombrando il cielo preparandolo a una splendida mattinata di sole, mi rendo conto di non avere alcuna voglia di guidare e comincio a immaginare qualche soluzione alternativa: la prima che mi viene in mente è di limitare l'uscita al Maddalena partendo da Vinadio, o meglio ancora da Demonte, ed è a questo punto che mi si accende la luce.

lunedì 7 settembre 2015

Il Gran Paradiso


Villeneuve - Introd - Degioz - Pont - Degioz - Introd - Villeneuve (Km 55)


Giro pomeridiano in valle d'Aosta per la chiusura di agosto. Tra le varie opzioni sul campo, la scelta cade infine sulla Valsavarenche, lunga strada cieca che porta ai quasi 2000 metri di Pont, minuscola frazioncina ai piedi del Gran Paradiso. La salita è una versione un po' più cattiva di quella di Gressoney, nel senso che copre più o meno lo stesso dislivello in circa otto chilometri in meno, ma non può in ogni caso definirsi particolarmente impegnativa, per quanto non manchino passaggi abbastanza duri. Per quanto riguarda l'aspetto turistico, basti dire che la strada si snoda all'interno del Parco Nazionale del Gran Paradiso, uno degli ambienti meglio conservati dell'intero Paese.

giovedì 27 agosto 2015

La colla d'Oggia e il passo di Teglia


Cesio - Colle San Bartolomeo - San Bernardo di Conio - Colla d'Oggia - Carpasio - Montalto L.re - Molini di Triora - Andagna - Passo di Teglia - San Bernardo di Conio - Colle San Bartolomeo - Cesio(Km 71)


Ritorno in bici dopo tre settimane di sosta con un bel giro nell'alto entroterra imperiese a cavallo della colla d'Oggia e del passo di Teglia, guastato purtroppo in parte da una giornata nebbiosa che ha molto limitato l'ampiezza delle visuali soprattutto nella parte finale del Teglia, in teoria la più spettacolare in assoluto; resta comunque un ottimo e probante allenamento su strade tranquille, immerse in un ambiente naturale praticamente intatto. Il percorso più logico quando si affrontano i due valichi in questione prevederebbe la partenza da Pieve di Teco con rientro da Rezzo, ma visto il lungo periodo di inattività la prudenza mi consiglia di tagliare qualche chilometro e qualche centinaio di metri di dislivello, e così decido di partire da Cesio, a metà strada tra Chiusavecchia e il colle San Bartolomeo, con l'intento di non guastare la gamba prima del tempo, dal momento che i problemi veri arriveranno dopo il quarantesimo chilometro.

martedì 25 agosto 2015

Il col de la Cayolle


Faucon - Barcelonnette - Uvernet - Fours Saint-Laurent - Col de la Cayolle - Fours Saint-Laurent - Uvernet - Barcelonnette - Faucon (Km 65)


Gran finale di luglio sulle Alpi marittime francesi alla scoperta dello spettacolare Col de la Cayolle, situato a sud di Barcelonnette tra i più celebri Allos (fresco di passaggio del Tour) e Bonette. Da anni sentivo parlare della Cayolle - e del per me onirico trittico con Champs e Allos - come uno dei passi più suggestivi delle Alpi Occidentali, e devo dire che le recensioni in questo caso sono tutt'altro che eccessive: vario nel percorso e nei paesaggi, poco conosciuto e sufficientemente nascosto da tenere alla larga il traffico su quattro ruote, mi ha ricordato per certi versi il Sampeyre, di cui è però più lungo di dieci chilometri e decisamente meno impegnativo; avesse anche un coefficiente di difficoltà di primo livello, non esiterei a inserirlo tra le prime cinque salite mai percorse, ma anche considerato lo spessore tecnico modesto rimane una delle più belle scoperte degli ultimi anni.

venerdì 31 luglio 2015

Da Superga al Valentino


Torino - Superga - Pino T.se - Pecetto T.se - Revigliasco - Moncalieri - Torino (Km 42)


Terza - e presumibilmente ultima - scalata consecutiva a Superga in questo luglio dalle temperature tropicali. La voglia di riproporre un'altra volta la stessa salita a stretto giro di posta mi viene dalla pessima performance di due settimane prima, quando un caldo asfissiante sommato a una serata di scarsissima vena mi avevano fatto naufragare in un pantano di fatica e sudore.
Per provare a fare meglio, attendo con pazienza una sera meno afosa, e la risposta è migliore delle aspettative. Giunto ai piedi della salita, supero il primo muro con discreta facilità, pur col fastidio di un traffico troppo intenso e veloce; quando arrivo al primo tratto pedalabile, vedo circa duecento metri davanti a me un altro ciclista, ma evito qualunque forzatura e procedo col mio passo preparandomi al muro centrale.

venerdì 24 luglio 2015

Alle pendici del Monte Rosa

Pont-Saint-Martin - Lillianes - Fontainemore - Issime - Gaby - Gressoney-Saint-Jean - Gressoney-La-Trinité - Gressoney-Saint-Jean - Gaby - Issime - Fontainemore - Lillinaes - Pont-Saint-Martin (Km 68)


Veloce puntata in Valle d'Aosta, in fuga dalle temperature tropicali che opprimono la pianura padana. Il tempo a disposizione è ancora meno del solito, e così la scelta ricade sulla non esaltante valle del Lys, la prima che si incontra arrivando dal Piemonte. Meta del giro è Gressoney, posta al termine di una salita eterna (ben oltre i 30 chilometri), ma mai cattiva, con una media intorno al 4%, e rari e brevi picchi tra l'8 e il 10%. Quello che a lungo andare renderà più faticosa l'ascesa è il gran caldo incamerato nei primi chilometri pedalati ad altitudine collinare, che mi causerà qualche problema di crampi nei frequenti cambi di ritmo lungo il percorso.

giovedì 16 luglio 2015

La fornace di Superga


Torino - Superga - Pino T.se - Torino (Km 23)


Tentativo semiabortito di allenamento serale in collina. L'idea di partenza è di salire a Superga, scendere a Cambiano e risalire all'Eremo da Pecetto via valle Sauglio, ma una certa stanchezza sommata a un caldo soffocante mi appesantiscono le gambe come mai quest'anno, inducendomi a rientrare subito in città.
Dopo aver aggirato il ponte della Gran Madre chiuso al traffico, raggiungo la stazione dei Sassi e il primo approccio alla salita in realtà non è malaccio, riesco a superare il primo muro abbastanza bene, ma nella parte centrale del secondo, quando la pendenza supera il 15%, do fondo a tutte le energie rischiando di andare fuorigiri prima dell'effimero sollievo di Pian Gambino. Quando poi la strada riprende a salire seccamente sul terzo muro, senza più nessun riparo dalla calura, mi sento improvvisamente surriscaldato e privo di forza, e guadagno con grande fatica l'abitato di Superga, per poi risalire lentamente lo strappo finale fino al piazzale della basilica.
Grondante di sudore, mi fermo a rifiatare con una certa delusione, prendendo atto di essere incappato in una giornata storta, ma tutto sommato molto meglio qui che in qualche trasferta montana. Per chiudere rapidamente il giro, scendo a Pino dalla Panoramica, godendomi finalmente un po' di fresco, e scendo quindi direttamente a Torino lungo la bella e sinuosa discesa che mi riporta velocemente in città. Ritorno in piazza Vittorio lungo i Murazzi.

il meglio del giro

Il fresco della Panoramica dopo la cottura sulla brace di Superga. Bella anche la discesa da Pino.

martedì 14 luglio 2015

Il colle delle Finestre

Susa - Meana di Susa - Colle delle Finestre - Meana di Susa - Susa (Km 37)


Smitizzazione di un mito. Da quando è stato percorso per la prima volta dal Giro d'Italia, il colle delle Finestre da Susa è diventato un'icona ciclistica: non c'è blog, forum o chiacchiera tra ciclofili in cui chi l'ha fatto non ne parli con smodato entusiasmo, il Finestre è per tutti la salita più bella, più dura e più affascinante, in una specie di pensiero unico che non ammette repliche. Dopo averlo finalmente toccato con mano vincendo non pochi e annosi dubbi, sono in grado di analizzarne pregi e limiti con una certa cognizione di causa, fermo restando che i giudizi sono assolutamente soggettivi e che nella parte tecnica molto ha pesato il fatto di averlo scalato con la bici da corsa. Ecco dunque la mia requisitoria sul mito Finestre, punto per punto.
Altitudine. 2176 metri sono un buon bottino, ma assolutamente nella norma per le Alpi Occidentali, e d'altronde nessuno cita la quota come elemento primario del Finestre.

venerdì 10 luglio 2015

Serate in collina

Torino - Moncalieri - Cavoretto - Colle della Maddalena - Eremo - Pino T.se - Superga - Torino (Km 42)


Torino - Superga - Rivodora - San Mauro T.se - Torino (Km 28)


Quando la bicicletta come svago cede il passo agli incroci della vita, succede che per resettare si chieda aiuto alla bicicletta come medicina dell'anima, possedendo le due ruote, tra le altre cose, quella speciale capacità di impegnare testa e corpo, svuotandoli di pensieri e tossine. E così, sfruttando le giornate più lunghe dell'anno, dedico un paio di serate post-lavoro a faticare su e giù per la collina, andando a spulciare alcune delle salite più dure della zona. Per il primo giro, fari puntati soprattutto sulla salita inedita di Santa Brigida da Moncalieri; per il secondo, il piatto forte (e unico) è Superga dai Sassi.
Fa molto caldo quando parto da piazza Vittorio e comincio a pedalare verso Moncalieri, prima lungo la ciclabile e poi lungo il corso che abbandono all'ottavo chilometro per affrontare la modesta salitella che mi porta in breve davanti al castello; fin qui un tranquillo riscaldamento, ma basta girare l'angolo perché la prospettiva cambi radicalmente una volta imboccato il viale della Rimembranza, un tremendo drittone tra il 12 e il 15% che per un po' mi riporta a Malga Ciapela, non fosse che sono a due passi da Torino e che (per fortuna) qui la sofferenza dura meno di mezzo chilometro, prima che la salita prosegua su strada Santa Brigida. Avevo sentito parlare di questo muro, e devo dire che la realtà è ampiamente all'altezza della sua fama: durissimo.

venerdì 26 giugno 2015

Tra Alto Monferrato e Savonese

Bistagno - Castelletto d'Erro - Cartosio - Malvicino - Mioglia - Valla - Spigno M.to - Mombaldone - Ponti - Bistagno (Km 67)


Strade che attraversano il niente per portare da nessuna parte. È labile il confine tra abbandono e smarrimento, dipende dal senso di familiarità o di estraneità suscitato dai luoghi che si attraversano, e non c'è dubbio che la teoria di collinette tra l'Erro e il Bormida di Spigno a ridosso del confine ligure rientra a pieno titolo nel secondo caso. Se girovagare senza una meta apparente su e giù per le Langhe mi dà una sensazione di libertà simile a quella di girare per casa in ciabatte, lo stesso vagabondaggio trasferito qualche decina di chilometri più a est mi trasmette una certa inquietudine, frutto solo in parte della natura particolarmente desolata del territorio. Preambolo necessario per descrivere un giro interessante dal punto di vista tecnico e altimetrico, ma in sostanza deludente sotto l'aspetto cicloturistico, tanto da convincermi - cosa piuttosto rara se non mi trovo in crisi o in ritardo - a tagliare una decina di chilometri al percorso studiato, rinunciando a un secondo sconfinamento in Liguria.

lunedì 15 giugno 2015

Il colle San Carlo e il Piccolo San Bernardo


Pré-Saint-Didier - Morgex - Arpy - Colle San Carlo - La Thuile - Colle del Piccolo San Bernardo - La Thuile - Pré-Saint-Didier (Km 60)


Testa a Berlino, gambe sulle montagne della Valle d'Aosta, nella giornata sportivamente più lunga degli ultimi anni; e visto che in serata ci si giocherà il tetto d'Europa, per ingannare l'attesa faccio rotta proprio sul Monte Bianco, più precisamente sul durissimo colle San carlo, dopo il quale deciderò il da farsi, ma l'idea è comunque di non fermarsi lì.
La giornata fin dalle prime ore del mattino si preannuncia perfetta per pedalare in alta quota, e dopo un buona ora e mezza di macchina sono finalmente a Pré-Saint-Didier, pronto a montare in sella e sfidare a modo mio il gigante d'Europa. Per i primi chilometri in leggera discesa fino a Morgex, evito la statale percorrendo la strada sul versante nord della Dora, molto più tranquilla, al prezzo minimo di un primo chilometro in leggera salita, una specie di salatino in attesa della grande abbuffata che mi aspetta.

giovedì 11 giugno 2015

Il Giro in Valle d'Aosta


Fénis - Saint-Marcel - Quart - Ville sur Nus - Saint-Barthélemy - Lignan - Porliod - Lignan - Nus - Fénis (Km 55)


Per la tradizionale uscita al seguito del Giro, la tappa valdostana vince il ballottaggio col Finestre, troppo duro per questo periodo dell'anno. La 19° tappa prevede tre Gran Premi della Montagna a Saint-Barthélemy, al col di Saint-Pantaleon e a Cervinia, e siccome ho già scalato gli ultimi due qualche anno fa, faccio rotta sul primo con l'idea, se le cose andranno bene, di aggiungere alla scalata l'appendice di tre chilometri che porta ai 1900 metri di Porliod, capolinea dell'asfalto nella bella valletta del torrente Nus, giusto a nord dell'omonimo paese e dirimpetto al gruppo del Gran Paradiso.
Le ultime uscite mi hanno garantito il fondo sufficiente e la salita sulla carta non sembra particolarmente cattiva, per quanto non manchino qua e là passaggi molto duri: i giusti presupposti insomma per gustarmi in pieno la splendida giornata di sole e di sport.

mercoledì 3 giugno 2015

La traversata delle Langhe


Fossano - Bene Vagienna - Lequio T.ro - Monchiero - Monforte d'Alba - Roddino - Pedaggera - Benevello - Mango - Valdivilla - S. Stefano Belbo - Canelli - Calamandrana - Nizza M.to - Incisa Scapaccino - Cortiglione - Masio (Km 104)


Era da molto tempo che non mi capitava di percorrere una 'tappa in linea', e dunque cerco di onorare l'evento con un bel percorso, lungo (forse qualche chilometro di troppo), impegnativo e interessante, soprattutto nei 50 chilometri centrali che prevedono l'attraversamento delle Langhe praticamente da un capo all'altro; una volta definito che attaccherò le Langhe da Monchiero e le lascerò a S. Stefano, il resto dell'itinerario viene da sé, così come il lungo chilomentraggio: non resta che mettersi in sella di buon mattino e cominciare a pedalare sotto un cielo coperto, ma che non minaccia mai pioggia.

venerdì 22 maggio 2015

L'anello delle tre città


Masio - Oviglio - Castllazzo B.da - Casal Cermelli - Predosa - Ovada - Cremolino - Prasco - Visone - Acqui Terme - Nizza M.to - Incisa Scapaccino - Cortiglione - Masio (Km 101)


Giro sulla falsariga del precedente con inizio e fine pianeggianti e parte centrale mossa ma non difficile; la differenza la danno i 25 chilometri in più e le cartteristiche delle due salite da superare, meno impegnative rispetto a quelle di Cassinasco e di Rocchetta Palafea. L'obiettivo principale della giornata è migliorare ulteriormente il fondo dopo i 75 chilometri della settimana prima, e così rispolvero un percorso che giaceva da un paio d'anni in lista d'attesa, caratterizzato dal passaggio attraverso le città di Ovada, Acqui e Nizza, tra i maggiori centri delle province di Alessandria e di Asti.

giovedì 21 maggio 2015

Da Masio alla valle Bormida


Masio - Cortiglione - Incisa Scapaccino - Nizza M.to - Calamandrana - Canelli - Cassinasco - Bubbio - Monastero B.da - Sessame - Rocchetta Palafea - Castel Boglione - Nizza M.to - Incisa Scapaccino - Cortiglione - Masio (Km 75)


Dopo un paio di uscite di mezza montagna, torno tra le colline per il primo giro dell'anno di un certo chilometraggio, sebbene meno impegnativo dei precedenti. In una giornata nella quale per la prima volta dovrò fare i conti con il caldo, punto l'obiettivo in val Bormida, disegnando un percorso misto che in corso d'opera subirà una piccola variazione a causa di una strada interrotta per frana.

martedì 12 maggio 2015

Dentro le nuvole al col del Lys


Casellette - Almese - Rubiana - Colle del Lys - Rubiana - Almese - Casellette (Km 46)


A distanza di una decina di giorni, doppio la scalata al colle della Dieta con quella al Lys, opzione un po' casuale dopo che altri obiettivi sono stati scartati a causa di un meteo non proprio clemente e di spostamenti dell'ultimo minuto. L'idea iniziale è quella di compiere l'anello con discesa a Viù, ma il freddo ai 1300 metri del colle e la fatica accusata nell'ultimo chilometro mi fanno scendere a più miti consigli, con conseguente ritorno dallo stesso versante e netto ridimensionamento del chilometraggio finale. Ne esce comunque un giro discreto, meno interessante del precedente ma da non disprezzare, visto il contesto piuttosto aleatorio da cui è scaturito.

martedì 28 aprile 2015

Il colle della Dieta


Germagnano - Viù - Colle della Dieta - Mezzenile - Pessinetto - Germagnano (Km 43)


In una primavera che procede a singhiozzo, con rare opportunità di salire in bicicletta, mi concedo un pomeriggio di libera uscita per riassaporare il gusto della fatica e il piacere di una nuova conquista. Il ballottaggio iniziale è tra il col del Lys e quello della Dieta, poi a spuntarla è il secondo, soprattutto perché i pochi giri fatti finora non mi hanno consentito di preparare il fondo necessario per portare a termine senza troppe sofferenze un anello di quasi 80 chilometri; del colle della Dieta, che collega la valle di Viù alla val d'Ala, ho invece letto ottime recensioni, ed è facilmente inseribile in un anellino di una quarantina di chilometri senza inutili preamboli o tratti di trasferimento, esattamente quello che fa per me.

lunedì 13 aprile 2015

Pasquetta nel cuore delle Langhe


Monchiero - Dogliani - Monforte - Barolo - La Morra - Monchiero (Km 46)


Arriva a Pasquetta l'occasione di ritagliarmi qualche ora per la bicicletta, e così, stante una condizione a dir poco approssimativa, opto per un buon giro sulle prime colline della Langhe, limitando chilometraggio e dislivello su valori dignitosi, ma senza rischiare inutili sofferenze. Quanto al percorso, come sempre non c'è che l'imbarazzo della scelta, ma anche stavolta riesco a piazzare una decina di chilometri inediti lungo la spettacolare strada in cresta che da Dogliani porta a Monforte passando per la borgata Valdibà.

lunedì 30 marzo 2015

Il giro dell'eclissi


Torino - Pino T.se - Chieri - Andezeno - Marentino - Rivalba - Castagneto Po - San Raffaele Cimena - Gassino T.se - Castiglione T.se - San Mauro T.se - Torino (Km 64)


Da tempo avevo programmato un giorno di ferie con uscita in bici per venerdì 20 marzo, e quando ho saputo che per quel giorno era prevista un'eclissi di sole in concomitanza con l'equinozio di primavera, quest'anno in anticipo di qualche ora, ho pensato a una coincidenza fortunata; invece, i casi della vita hanno trasformato un bel giro per la collina torinese in una delle pedalate meno spensierate di sempre, accompagnata da un cielo grigio che meglio non poteva esprimere le sensazioni del momento. Per un po' avevo pensato di rinunciare, alla fine non l'ho fatto perché la bicicletta è anche quel mezzo che aiuta a riflettere e metabolizzare le situazioni contingenti.
La giornata si annuncia subito scarsa sia come testa che come gamba, per cui apporto un paio di modifiche rispetto al disegno originario: salita a Pino dalla strada diretta invece che via Eremo e soprattutto taglio di una ventina di chilometri pianeggianti che mi avrebbero dovuto portare ad attraversare la Mandria di Chivasso, sarà per un'altra volta; per il resto, il senso del giro rimane inalterato, con i primi 40 chilometri molto mossi e gli ultimi 25 piatti per rientrare in città lungo la sponda destra del Po.

mercoledì 11 marzo 2015

Mombarcaro d'inverno


Dogliani - Belvedere Langhe - Murazzano - Pedaggera - Bragioli - Mombarcaro - San Benedetto Belbo - Passo della Bossola - Bonvicino - Dogliani (Km 46)


Seconda uscita di marzo avventurosa e piuttosto temeraria, che si conclude con un successo al di là delle aspettative. Mi trovo nella Granda e già dalla pianura si scorgono in lontananza le colline dell'Alta Langa parzialmente innevate: la giornata è soleggiata e vale dunque la pena di tentare il doppio azzardo di salire fino a Mombarcaro quando il calendario indica ancora due settimane di inverno; doppio azzardo perché il rischio di prendere freddo è abbastanza concreto e perché il giro che ho in mente comporta circa 1000 metri di dislivello totale, una bella sfida in questo periodo dell'anno e a cavallo della vecchia bici, per quanto abbia intenzione di affrontarla senza nessuna forzatura.
L'anello che disegno da Dogliani è un classicone su strade che più conosciute non si può, ma complice la stagione trovo pochissimo traffico, soprattutto sono quasi assenti le moto che nei week-end rendono fastidioso percorrere la statale delle Langhe, una delle più panoramiche della zona; tecnicamente, tipico percorso collinare privo di pianura che propone tre salite ed altrettante discese con caratteristiche diverse, e dunque da interpretare con attenzione e un occhio di riguardo particolare ai chilometri che verranno in seguito. L'aspetto più tranquillizzante è che in ogni caso la strada non riserverà nessuna sorpresa, conoscendola come le mie tasche.

martedì 3 marzo 2015

I bricchi di marzo


Masio - Cornalea - Bricco - Mombercelli - Briccomonti - Castelnuovo Calcea - Nizza M.to - Incisa Scapaccino - Cortiglione - Masio (Km 47)


Arriva il primo di marzo il classico giro d'esordio, bello e faticoso come si addice alla prima uscita dopo il letargo invernale, se si eccettua la passeggiata di fine gennaio. Il cielo è parzialmente coperto e la temperatura poco sopra i 10°, in compenso le giornate sono ormai abbastanza lunghe da permettermi di disegnare un percorso di quasi 50 chilometri, nervoso e a tratti impegnativo quanto basta per mettere in croce nella parte finale i muscoli contratti di questo periodo, malgrado abbia avuto l'accortezza di non forzare mai rapporti troppo lunghi.

martedì 27 gennaio 2015

La sgambata della Merla


Masio - Rocchetta T.ro - Castello d'Annone - Alberoni - Quattordio - Masio (Km 27)


Non so da quanti anni non davo i primi colpi di pedale in gennaio, ma stavolta l'inverno pare proprio essersi preso una lunga pausa di riflessione, e così mi faccio tentare dall'oretta di sole tiepido per una sgambata più simile a una passeggiata che a un'uscita vera e propria, tanto breve è il chilometraggio, morbida l'altimetria e blando il ritmo che imposto, col primo imperativo di non prender freddo.