martedì 25 agosto 2015

Il col de la Cayolle


Faucon - Barcelonnette - Uvernet - Fours Saint-Laurent - Col de la Cayolle - Fours Saint-Laurent - Uvernet - Barcelonnette - Faucon (Km 65)


Gran finale di luglio sulle Alpi marittime francesi alla scoperta dello spettacolare Col de la Cayolle, situato a sud di Barcelonnette tra i più celebri Allos (fresco di passaggio del Tour) e Bonette. Da anni sentivo parlare della Cayolle - e del per me onirico trittico con Champs e Allos - come uno dei passi più suggestivi delle Alpi Occidentali, e devo dire che le recensioni in questo caso sono tutt'altro che eccessive: vario nel percorso e nei paesaggi, poco conosciuto e sufficientemente nascosto da tenere alla larga il traffico su quattro ruote, mi ha ricordato per certi versi il Sampeyre, di cui è però più lungo di dieci chilometri e decisamente meno impegnativo; avesse anche un coefficiente di difficoltà di primo livello, non esiterei a inserirlo tra le prime cinque salite mai percorse, ma anche considerato lo spessore tecnico modesto rimane una delle più belle scoperte degli ultimi anni.

Pecca principale della Cayolle è la scomodità, dato che la trasferta comporta un lungo viaggio in macchina, ma alla fine potrò dire che ne sarà valsa la pena. È dunque dopo un buon paio d'ore di viaggio che raggiungo il minuscolo paesino di Faucon, da dove muovo le prime pedalate in una giornata leggermente coperta, ideale per affrontare una salita di quasi 30 chilometri senza cuocere sotto il sole di un'estate rovente.
Dopo una manciata di chilometri per attraversare il bel centro di Barcelonnette e superare l'Ubaye, imbocco la valle del Bachelard e, lasciato sulla destra il bivio per l'Allos, raggiungo in falsopiano il paese di Uvernet, da cui la salita prosegue molto leggera per alcuni chilometri. È in questo tratto che ho la fortuna e il buonsenso di agganciare un ciclista che procede a un passo di poco inferiore al mio, con il quale decido di procedere per qualche chilometro, guadagnandone un notevole risparmio di energie che si rivelerà importante nlla fase finale della salita.
Dopo un tratto nel bosco abbastanza ordinario, la strada di inoltra improvvisamente nelle gole dello Bachelard, forse il tratto più suggestivo in assoluto. Salendo su pendenze sempre agevoli, la strada si fa largo scavata nella roccia, stretta e quasi priva di protezioni su un discreto strapiombo a destra del mio senso di marcia; per fortuna di traffico non c'è neppure ombra e posso godermi il lungo attraversamento delle gorges mantenendomi a distanza di sicurezza dall'inquietante crepaccio. Al termine delle gole, in corrispondenza di una breve rampa abbastana ripida, saluto il temporaneo compagno di avventura con l'intento di raggiungere un'altra coppia di ciclisti che mi precedono di meno di un minuto.
La strada sale adesso su pendenze intorno al 5% e forzando un po' l'andatura riesco a raggiungere i due all'altezza degli unici tornanti nei presenti nei prmi venti chilometri di ascesa. Per una buona decina di chilometri tengo insieme a loro un'andatura piuttosto vivace, forse superiore a quella che avrei impostato da solo, ma la salita procede senza difficoltà superando prima Fours, centro principale della valle, e poi Bayasse, dove termina la lunga fase introduttiva e, sperato sulla sinistra il ponte sul torrente, iniziano i nove chilometri conclusivi della Cayolle, decisamente i più impegnativi seppure mai particolarmente cattivi.
Appena raggiunto l'altro versante della valle, la salita si fa vera con una serie di tre duri tornantini e alcune rampe abbastanza ripide, intervallate tuttavia da lunghi tratti in cui riprendere fiato in attesa degli ultimi cinque chilometri, che saranno gli unici davvero continui e difficili, con pendenze medie costantemente tra il 7 e l'8% e qualche punta al 10.
Siamo ormai sulla soglia dei 2000 metri, immersi in un ambiente di alta montagna perfettamente intatto e affascinante, quando uno dei compagni di viaggio si ferma per chiacchierare con un conoscente e il secondo e più anziano dei due dà una decisa accelerata in corrispondenza di un ampio curvone a sinistra: mancano ancora cinque chilometri alla vetta e decido saggiamente di procedere col mio passo. L'andatura abbastanza garibaldina mantenuta nei chilometri precedenti si fa un po' sentire nel tratto finale e più duro della salita, ma abbassando leggermente il ritmo riesco a procedere in buona scioltezza, mantenendo una velocità più che accettabile e godendomi tutta l'aspra maestosità di questo angolo nascosto delle Alpi francesi.
A un chilometro dal termine, in capo a un'ultima rampa piuttosto ripida, raggiungo il rifugio della Cayolle, dopo il quale la strada spiana leggermente e percorre una lunga traversa a lato di uno spettacolare costone roccioso fino a raggingere i 2326 metri del colle, traguardo prestigioso e di rara bellezza.
L'idea in partenza era di fermarmi in vetta per un po', ma l'aria che tira è più che fresca e così, dopo le foto di rito e un breve excursus di mezzo chilometro in discesa per dare un'occhiata dall'alto al versante meridionale, prendo atto che è meglio vestirmi e cominciare la lunga discesa. I primi chilometri sono abbastanza freddi e caratterizzati da un fondo stradale un po' deteriorato, ma le pendenze mai eccessive non rendono la discesa ma pericolosa; poi, dopo Bayasse, la strada diventa comoda e filante fino al passaggio lungo le gole, dove tuttavia la potenziale rischiosità della strada è compensata dalle pendenze molto modeste e soprattutto dal fatto di avere adesso il vuoto dalla parte opposta rispetto al senso di marcia.
Il tranquillo rientro a Barcelonnette e poi a Faucon mette fine a un giro da ricordare e, chissà mai, replicare in futuro.

il meglio del giro

Il col de la Cayolle è un 2000 perfetto per un neofita delle scalate alpine: coniuga un impegno non eccessivo con un ambiente vario e incontaminato, una specie di paradiso per i ciclisti. Le gole del Bachelard sono il tratto più caratteristico e affascinante di una salita da gustare dal primo all'ultimo metro.

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