mercoledì 11 marzo 2015

Mombarcaro d'inverno


Dogliani - Belvedere Langhe - Murazzano - Pedaggera - Bragioli - Mombarcaro - San Benedetto Belbo - Passo della Bossola - Bonvicino - Dogliani (Km 46)


Seconda uscita di marzo avventurosa e piuttosto temeraria, che si conclude con un successo al di là delle aspettative. Mi trovo nella Granda e già dalla pianura si scorgono in lontananza le colline dell'Alta Langa parzialmente innevate: la giornata è soleggiata e vale dunque la pena di tentare il doppio azzardo di salire fino a Mombarcaro quando il calendario indica ancora due settimane di inverno; doppio azzardo perché il rischio di prendere freddo è abbastanza concreto e perché il giro che ho in mente comporta circa 1000 metri di dislivello totale, una bella sfida in questo periodo dell'anno e a cavallo della vecchia bici, per quanto abbia intenzione di affrontarla senza nessuna forzatura.
L'anello che disegno da Dogliani è un classicone su strade che più conosciute non si può, ma complice la stagione trovo pochissimo traffico, soprattutto sono quasi assenti le moto che nei week-end rendono fastidioso percorrere la statale delle Langhe, una delle più panoramiche della zona; tecnicamente, tipico percorso collinare privo di pianura che propone tre salite ed altrettante discese con caratteristiche diverse, e dunque da interpretare con attenzione e un occhio di riguardo particolare ai chilometri che verranno in seguito. L'aspetto più tranquillizzante è che in ogni caso la strada non riserverà nessuna sorpresa, conoscendola come le mie tasche.
L'inizio del giro coincide con la prima salita del giorno che attraverso i passaggi a Belvedere e Murazzano condurrà a Bricco Berico e alla Pedaggera. È la classica salita lunga - ben 16 chilometri - langarola, molto discontinua, mai veramente cattiva, da pedalare con più pazienza che impeto, approfittando dei lunghi tratti in falsopiano per ammirare i panorami invernali della langa monregalese e cebana chiusa sullo sfondo dalle Alpi Marittime. Il grosso del dislivello di questa salita si consuma nei primi sette chilometri che portano ai 630 metri di Belvedere, ma solo i primi tre da Dogliani alla chiesa della Madonna delle Grazie sono in salita costante e a talvolta impegnativa, con punte al 7-8%; in seguito, la pendenza in generale si alleggerisce, e i pochi e brevi passaggi difficili si alternano a contropendenze e settori semipianeggianti, dando modo di rifiatare e gestire l'ascesa in tutta tranquillità. I cinque chilometri da Belvedere a Murazzano sono ancora più facili, con soli 100 metri di quota guadagnati e pendenze che di rado superano il 5% anche quando la strada si decide a salire. L'attraversamento del paese lungo la circonvallazione è in leggera discesa, mentre nel paio di chilometri seguenti che conducono al bivio per Marsaglia all'altezza del Bricco Berico, si torna a salire con discreta costanza su pendenze tra il 5 e il 6%. La salita termina sostanzialmente qui, anche se i due chilometri in quota che separano il Bricco dalla Pedaggera, dopo un primo tratto in leggera discesa ne propongono un secondo in moderata salita, ultimo piccolo sforzo prima di lasciarsi definitivamente alle spalle la prima asperità del giorno.
Mi trovo quasi a 800 metri di quota, a bordo strada sono presenti discreti accumuli di neve nei pendii esposti a nord-est, ma il sole scalda abbastanza per non patire il freddo nemmeno quando comincia il leggero falsopiano a scendere che porta al bivio per la borgata Bragioli; quando però abbandono la statale per svoltare a sinistra in direzione di Mombarcaro, mi immetto in una veloce discesa in ombra e per qualche minuto devo sopportare un freddo pungente e soprattutto il dubbio di aver rischiato troppo puntando i quasi 900 metri di quota così presto.
Una volta raggiunto il ponte sul Belbo e ricominciato a salire per i quattro chilometri e mezzo che mancano a Mombarcaro, mi trovo invece a percorrere una strada completamente esposta a sud, e ben presto i miei timori svaniscono permettendomi di concentrarmi nuovamente sulla salita. Se i primi due chilometri e mezzo sono abbastanza pedalabili, una volta raggiunta la chiesa di San Luigi le pendenze aumentano sensibilmente e nei due chilometri successivi si mantengono tra l'8 e il 9%, massima difficoltà del giorno. Non è comunque uno sforzo inaspettato, e mi basta scalare il rapportino e procedere senza strappi per raggiungere la meta con fatica ma evitando crisi peggiori. Tralascio l'ingresso in paese e per scendere a San Benedetto taglio il passaggio a Niella deviando per Mimberghe: è una discesa veloce e in qualche tratto decisamente ripida, ma per fortuna completamente soleggiata, per cui raggiungo in fretta il paese e riscavalco il Belbo al chilometro 32, pronto ad affrontare l'ultima salita del percorso, i due chilometri e mezzo che mi porteranno al passo della Bossola.
La prima metà dell'ascesa è la più impegnativa, con pendenze che toccano nuovamente l'8%, ma contrariamente alle mie previsioni più pessimistiche ho ancora sufficiente gamba per raggiungere il primo tornante a sinistra in buona agilità ed affrontare la più agevole rampa di ritorno col giusto piglio; solo in prossimità del secondo tornante a destra, quando per circa 200 metri la salita si fa di nuovo un po' più cattiva, sento per la prima volta la pedalata pesante, ma è solo un breve passaggio a vuoto, perché poi si torna sul 5% e posso raggiungere il passo senza ulteriori affanni, una bella soddisfazione che dimostra una volta di più come la testa conti quanto le gambe quando si va in bicicletta.
La discesa a Dogliani attraverso Bonvicino è tranquilla e divertente nella prima metà, un po' meno nella seconda a causa di un asfalto abbastanza sporco, ma resta alla fine la sostanza di un ottimo giro in un'ottima giornata di fine inverno, riassaporando sensazioni positive che mancavano da mesi, con la speranza che il meteo permetta di ripeterle nelle prossime settimane.

il meglio del giro

Il tratto in quota tra Belvedere e la Pedaggera, la neve a bordo strada, Mombarcaro raggiunto a inizio marzo, la tenuta fisica migliore del previsto: tanti ingredienti per un giro da ricordare lungo strade che ormai da vent'anni fanno parte del mio vissuto ciclistico.

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