martedì 8 luglio 2014

Il Glandon e la Croix de Fer


Saint-Jean-de-Maurienne - Sainte-Marie-de-Cuines - Saint-Etienne-de-Cuines - Saint-Colomban-des-Villards - Col du Glandon - Col de la Croix de Fer - Saint-Sorlin-d'Arves - Saint-Jean-d'Arves - Saint-Jean-de-Maurienne (Km 63)


Tante erano le ipotesi per il giorno di S. Giovanni, dal col de Vars alla Valpelline, dal Lys al Fauniera. L'idea giusta, come succede tante volte, spunta dal nulla solo un paio di giorni prima, ma è fulminante: l'accoppiata Glandon - Croix de Fer, per un anello da leggenda del ciclismo che in passato non avevo mai preso in considerazione per la lontananza del punto di partenza o perché altre mete di analogo spessore mancavano ancora alla mia collezione. In effetti, le due ore abbondanti di macchina per raggiungere Saint-Jean-de-Maurienne sono un bel deterrente, ma per una volta ho tutto il giorno a disposizione e dunque posso prendermela con tutta calma; caso mai, qualche dubbio me lo mette il meteo incerto di questo fine giugno, ma alla fine i siti più affidabili concordano nel dare sole almeno fino a metà pomeriggio, e la giornata si confermerà quasi perfetta per una pedalata da ricordare orgogliosamente negli anni.

venerdì 27 giugno 2014

Il colle del Prel


Mondovì - Vicoforte - Corsaglia - Bossea - Colle del Prel - Prato Nevoso - Frabosa Sottana - Villanova M.vì - Mondovì (Km 63)


Una delle rare salite cuneesi che mi mancavano era quella al colle del Prel, meglio nota come 'lato B' di Prato Nevoso, dal momento che sale alla stazione sciistica del monregalese dal versante sud della val Corsaglia. È una scalata di media lunghezza ma vera, con tanti passaggi a doppia cifra e un finale da brividi, che merita una trasferta abbastanza impegnativa, per quanto la sua difficile collocazione geografica implichi un percorso più o meno obbligato e per lunghe parti tutt'altro che esaltante; nella fattispecie, la giornata nuvolosa in quota ha poi reso inutile la salita finale da Prato Nevoso al panoramico Monte Malanotte, completamente avvolto nebbia.

giovedì 12 giugno 2014

Il monte Penice


Varzi - Passo del Brallo - Pregola - Passo della Scaparina - Passo del Penice - Monte Penice - Passo del Penice - Romagnese - Zavattarello - Passo di Pietragavina - Varzi (Km 70)


Lunga trasferta appenninica nell'Oltrepò pavese tra le valli Staffora e Tidone, con breve ma significativa puntata nel piacentino per raggiungere la principale meta di giornata, posta sulla sommità del monte Penice. Per l'occasione studio un percorso di circa 70 chilometri caratterizzato per lo più da lunghe e pedalabili salite e da altrettanto filanti discese, con l'eccezione dei quasi quattro chilometri molto ripidi che portano dal passo Penice alla vetta; avendo nelle ultime uscite affrontato in prevalenza salite brevi e spesso e volentieri ripidissime, sono piuttosto curioso di vedere come risponderò su una strada dalle caratteristiche opposte come quella del passo Brallo, salita eterna ma dalle pendenze trascurabili, cui si sommerà il lungo saliscendi fino al Penice, per un totale di trenta chilometri di facile e discontinua ascesa come preludio al passaggio più difficile del giro. Alla fine, le cose andranno sufficientemente bene da permettermi di aggiungere l'opzionale passaggio a Pietragavina a completamento del percorso finora più impegnativo dell'anno.

lunedì 9 giugno 2014

Da Superga a Gassino


Torino - Superga - Baldissero T.se - Pavarolo - Montaldo T.se - Sciolze - Gassino T.se - Castiglione T.se - San Mauro T.se - Torino (Km 21)


Terza uscita tardo-pomeridiana consecutiva sulla collina torinese per un giro questa volta un po' più lungo e articolato dei precedenti, con obiettivo spostato a est. Ancora una volta è il tempo a dettare i limiti chilometrici e altimetrici, ma quello che ne esce è comunque un percorso interessante sia tecnicamente che turisticamente, almeno fino al ricogiungimento con la statale all'altezza di Gassino.

martedì 3 giugno 2014

La Strada della Vetta


Torino - Eremo - Pecetto T.se - Eremo - Colle della Maddalena - Torino (Km 21)


Torino - Pino T.se - Eremo - Colle della Maddalena - Torino (Km 20)


Un paio di giorni dopo la trasferta nelle Langhe al seguito del Giro, colgo un'ora libera nel tardo pomeriggio e ne approfitto per fare una puntata sulla collina torinese. Da anni sento parlare di una famigerata 'Strada della Vetta' come della più dura di tutta la collina, e pur non amando questo tipo di esercizio fachiresco, incoraggiato dalle buone sensazioni lasciatemi dai tre muri langaroli, decido infine di provarla. Visto il poco tempo a disposizione, il percorso è presto disegnato e tutto incentrato sul passaggio topico.

venerdì 30 maggio 2014

La Cronometro dei Vini


Gallo d'Alba - Sinio - Albaretto della Torre - Serravalle langhe - Cissone - Roddino - Sinio - Bricco del Gallo - Monforte - Castiglione Falletto - Gallo d'Alba (Km 52)


Il Giro d'Italia torna in Piemonte proponendo una succulenta cronometro tra Barbaresco e Barolo, e malgrado le previsoni meteo non troppo favorevoli decido di prendere un giorno di ferie e andare a seguire l'evento dal vivo. Il primo dubbio da sciogliere è se seguire il percorso della crono o confezionarmi un giro ad hoc per poi piazzarmi in qualche punto strategico: considerato che la tappa transita su strade stranote e tecnicamente poco significative, opto per la seconda scelta senza grossi tentennamenti. Quello che amo delle Langhe è che nel giro di pochi giorni e nel raggio di pochi chilometri è possibile tracciare itinerari completamente differenti sotto ogni punto di vista: se un paio di settimane fa avevo privilegiato strade panoramiche e salite lunghe e pedalabili, stavolta disegno un percorso nervoso su stradine secondarie e una successione di muri brevi e tagliagambe, con tratti in pianura praticamente inesistenti.

venerdì 23 maggio 2014

Selvaggio Appennino


Isola del Cantone - Sottovalle - Carrosio - Bosio - Monte Lanzone - Voltaggio - Fraconalto - Porale - Ronco Scrivia - Isola del Cantone (Km 59)


Giro intenso e interessante sulle alture appenniniche al confine tra alessandrino e genovese. Prima uscita con dislivello abbondantemente al di sopra dei 1000 metri, tanti chilometri in salita e altrettanti in discesa attraverso prati e boschi solitari di tanto in tanto punteggiati da qualche paesino perfettamente inserito nel contesto bucolico dei luoghi attraversati. Un giro quasi perfetto, non fosse per un paio di piccoli nei: il primo è che un percorso che non arriva a toccare gli 800 metri di quota è di per sé un po' limitato, per quanto le caratteristiche ambientali abbiano poco o nulla di collinare e molto di montano (per rendere l'idea, i 900 metri di Mombarcaro sono dal punto di vista del contesto territoriale decisamente più 'collinari' dei 700 di Porale); il secondo, più soggettivo e già riscontrato in altre uscite in zona, è una vaga ma perdurante sensazione di incompiutezza, come se la strada non puntasse a una meta o un obiettivo preciso, ma si avvitasse su sé stessa lungo una serie di non-luoghi, affascinanti e spesso incontaminati, ma privi di una chiara caratterizzazione - naturale o antropica - capace di dare al giro una connotazione definita (per rendere un'altra volta l'idea, è mancato il passaggio cruciale accanto a un 'castello nella pietra', né si può paragonare il profilo del Tobbio a quello del Monviso...).