lunedì 14 maggio 2018

Primo Maggio tra Astigiano e Langhe


Nizza M.to - Canelli - Sant'Antonio - Piana del Salto - Calosso - Santo Stefano Belbo - Santa Libera - Seirole - Santo Stefano Belbo - Canelli - Calamandrana - Nizza M.to (Km 49)


Classico, appagante giro tra le colline di Santo Stefano per l'uscita del Primo Maggio. Non ho né tempo né voglia di tirarmi il collo in percorsi troppo lunghi e impegnativi, ma poche strade come quelle di questo angolo di Langa al confine col Monferrato mi trasmettono un senso di rilassamento e di piacere ogni volta che ci ritorno, a prescindere dalla natura tecnica dell'itinerario e dalla mia condizione psicofisica. Nel caso specifico, per conciliare le esigenze mie e del mio compagno di avventura, sarà sufficiente stabilire un punto di partenza e un chilometraggio di massima, poi si deciderà sul momento dove indirizzare le bici tra le tante strade che salgono e scendono dalle colline attorno alla valle Belbo.

Appuntamento dunque a Nizza e partenza tranquilla coi primi otto chilometri verso Canelli lungo la strada vecchia di Calamandrana già percorsa nel giro di Pasqua, con qualche ondulazione solo nel paio di chilometri che precedono l'ingresso in paese. Dalla piazza centrale, lasciamo la fondovalle Belbo per svoltare a destra in direzione di Calosso. La strada parte subito in decisa salita, i primi due chilometri fino alla borgata di Sant'Antonio propongono le pendenze più dure del giorno con qualche puntata al 10%, poi ne seguono altrettanti in discesa per arivare al quadrivio di Piana del salto, dove ignoriamo la deviazione per Santo Stefano, che raggiungeremo più tardi, per proseguire dritto verso Calosso.
Per tre chilometri, la strada riprende a salire, stavolta su pendenze più regolari e un po' più agevoli, mentre attorno alle bici si dispiega l'immutabile e meraviglioso mare di colline tra Langhe e Astigiano. La strada sembra adesso scorrere troppo in fretta sotto i colpi di pedale, e dopo il passaggio a Calosso, un paio di chilometri in discesa riportano rapidamente la fondovalle Tinella, da cui rinunciamo a salire a Castiglione per puntare direttamente a Santo Stefano, raggiunta dopo quanttro chilometri interlocutori.
Entrati in paese, la seconda asperità scelta per concludere degnamente la giornata è la salita di Santa Libera, da anni una delle mie preferite della zona. Tecnicamente, è una salita di circa cinque chilometri al 5,5% di pendenza media, ma quello che affascina è la strada nel suo contesto, un sottile nastro di asfalto che sale tra curve e tornanti tra le vigne, lungo il quale la probabilità di incontrare mezzi motorizzati è sempre prossima allo zero: il massimo del piacere al prezzo di uno sforzo contenuto ma non proprio irrisorio, e una volta in cima lo spettacolo non è finito, perché appena dopo essersi gustati una meravigliosa vista su Canelli e la valle Belbo, inizia un altro must del luogo, la bellissima discesa di Seirole che riporta al paese di Pavese dopo la lunga ed esaltante serie di 19 tornanti.
Ritornati a fondovalle, non resta che divertirsi a spingere sui pedali per coprire gli ultimi 14 chilometri che ci riportano a Nizza dopo i passaggi a Canelli e a Calamandrana, prima di congedarci pensando già alla prossima uscita insieme, con le colline dell'Airone che attendono ormai da troppi da anni.

il meglio del giro

L'opzione di decine di strade tra cui scegliere ogni volta, tutte di alto livello cicloturistico, è il vero patrimonio a portata di tutti, da non sottovalutare neanche quando si ritorna negli stessi luoghi per l'ennesima volta.

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