lunedì 20 ottobre 2014

Dal Tanaro alla Pedaggera


Carrù - Rocca Cigliè - Castellino T.ro - Igliano - Torresina - Pedaggera - Murazzano - Belvedere Langhe - Clavesana - Carrù (Km 55)


Spettacolare puntata nelle Langhe di Murazzano in un mite pomeriggio di ottobre che rende ancora più coinvolgente la pedalata su strade di per sé caratterizzate da ampie panoramiche e una rara tranquillità. Al piacere del ritorno dopo alcuni mesi sulle mie colline preferite, va poi aggiunta la scoperta della bella strada che dalla frazione di Madonna della Neve porta a Rocca Cigliè, a testimonianza che l'intreccio di strade e stradine che attraversa questo territorio riesce sempre a regalare qualche piacevole sorpresa.
Ho poco più di un paio d'ore a disposizione, per cui cerco di disegnare un percorso di lunghezza e difficoltà non eccessive senza tuttavia pregiudicarne il significato: intento pienamente centrato, ma devo dire che non è facile prendere una cantonata quando ci si avventura da queste parti.
La partenza è da Carrù, sedicente porta delle Langhe, con le strade ancora bagnate per la pioggia caduta in mattinata, ma le previsioni danno tempo in miglioramento e in effetti così sarà, col sole che di lì a poco riuscirà a disperdere le nuvole. Dopo la discesa al Tanaro, attraverso il fiume da un ponte secondario e dopo una altro chilometro in piano attacco immediatamente la lunga e discontinua salita a Rocca Cigliè. Gran parte del dislivello si concentra nei primi due chilometri e mezzo, nei quali si superano le borgate di San Bartolomeo, San Martino e Ghigliani: le pendenze sono tutt'altro che proibitive, ma questo tratto richiede un certo impegno, al contrario dei cinque chilometri successivi, quando la salita si ammorbidisce progressivamente e permette di gustarsi in pieno relax i colori caldi delle colline che degradano verso il fondovalle.
Tralasciato sulla sinistra il bivio per Murazzano, il paio di chilometri che mancano a Rocca Cigliè sono una splendida balconata sulla valle Tanaro che si interrompe solo una volta raggiunto il piccolo paese. La discesa verso la fondovalle è a sua volta molto bella, con la strada che dapprima degrada tra prati e campi, e poi si addentra nel bosco autunnale disegnando una bella serie di stretti tornanti.
Tornato al livello del Tanaro, percorro per un paio di chilometri la strada per Marsaglia, che poi abbandono girando a destra per Castellino. Per un paio di chilometri, salgo moderatamente lungo una strada abbastanza anonima, poi mi congiungo con la provinciale proveniente da Lesegno e da qui proseguo a sinistra verso Castellino e Igliano. I tre chilometri che mi separano da Castellino sono anche i più impegnativi del giro, con un paio di passaggi che toccano il 10% e una pendenza mediamente assestata al 7-8%: a far compagnia durante la scalata, il profilo della torre che sovrasta il paese, sempre più vicina dopo ogni tornante. Una volta arrivato in paese, il più è però fatto, e anzi la strada prosegue in saliscendi verso Igliano consentendomi di recuperare velocemente lo sforzo, fino a raggiungere il bivio per Torresina che imbocco sulla destra.
I cinque chilometri successivi, su una stradina interamente a mezzacosta, sono i più belli del giro. Dopo una prima rampa in salita piuttostro dura, si prosegue in un rilassante saliscendi attraversando prati verdissimi e boschetti che cominciano ad assumere i caratteristici colori autunnali, fino a superare il minuscolo abitato di Torresina e continuare poi verso il passo della Pedaggera dopo essersi ricongiunti con la strada proveniente da Ceva. Ricordavo questo tratto di strada peri suoi panorami e la sua dolce ondulazione, ma quello che stavolta mi colpisce di più è lo straordinario senso di quiete che riscontro in particolare tra strade e borghi di questa isolata parte di Langa. Le difficoltà altimetriche di fatto terminano qui, per quanto la strada prosegua per quattro chilometri in leggera salita, arrivando anche a toccare gli 800 metri di quota.
Dalla Pedaggera a Belvedere Langhe passando per Murazzano, si scende dolcemente su strada ampia e scorrevole intervallata da un paio di innocue contropendenze, poi si svolta a sinistra per cominciare la discesa vera e propria verso Clavesana, distante una decina d chilometri. Dopo un paio di chilometri quasi pianeggianti, si comincia a scendere con decisione addentrandosi tra i vigneti ormai spogli dei grappoli: anche questa discesa è molto bella e regolare fino a Clavesana, dove si attraversa un breve tratto in pavé, mentre il chilometro finale che porta al ponte sul Tanaro è abbastanza tecnico, con una serie di tornantini stretti chiusi nella boscaglia.
Superato il fiume e la frazione di Madonna della Neve, non resta che tornare a Carrù, ma per arrivare al paese del bollito occorre prima affrontare un ultimo chilometro in salita discretamente impegnativa, niente di trascendentale, ma un piccolo sforzo in più per chiudere un giro molto appagante che mi mette la voglia di aggiungere un'ulteriore uscita in Alta Langa prima della chiusura della stagione.

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