mercoledì 23 luglio 2014

Il Tour al col d'Izoard


Château-Ville-Vieille - Arvieux - Col d'Izoard - Arvieux - Château-Ville-Vieille (Km 38)


Non capita tutti i giorni che un italiano vesta la maglia gialla del Tour con ottime prospettive di portarla fino a Parigi e quindi, anche se il buon Nibali non è Pantani e se l'impressione è che dopo i ritiri di Froome e di Contador il siciliano corra 'da solo', vale la pena sobbarcarsi un bel po' di chilometri per tornare dopo una decina d'anni sull'Izoard. Il dubbio della vigilia era semmai quale percorso fare per assistere alla corsa, con parecchie opzioni interessanti sulla carta. Scartata per varie ragioni la salita da Briançon affrontata dai corridori, resta da scegliere se limitarmi a salire e scendere dalla strada di Arvieux, oppure se tentare il classico anello dell'Izoard, che oltre al succulento passaggio nelle gole del Guil prevede però 30 lunghi chilometri di statale molto trafficata; dopo lunga meditazione, considerato anche lo stato di generale stanchezza di questi giorni, prevale la decisione più saggia, cioè il percorso più breve.

martedì 15 luglio 2014

I tornanti del monte Avic


Donnas - Bard - Hône - Echallod - Issogne - Champdepraz - Monte Avic (La Veulla) - Champdepraz - Verrès - Arnad - Hône - Bard - Donnas (Km 48)


Chi va in salita in bicicletta non può fare a meno di amare le serie di tornanti. Perché i tornanti sono sinuosi e belli da vedere, perché danno precisi punti di riferimento visivi che aiutano a scandire i tempi della salita e perché anche i più duri, se presi larghi, regalano almeno qualche metro per respirare. Una salita priva di tornanti difficilmente gode di buona fama: le serie di semicurve sono monotone e i rettilinei sono in genere il peggior nemico dello scalatore (uno per tutti, il terribile 'drittone' del Fedaia); per contro, esiste un'ampio ventaglio di tornanti: ce ne sono di mitici (Stelvio, Alpe d'Huez), di sublimi (Nivolet, Gottardo), di imponenti (Scale del Moncenisio, Grimsel-Furka), di sorprendenti (Chaussy, Tenda), e ce ne sono di nascosti, sconosciuti anche alla maggior parte dei cicloturisti. Da ieri, in questa ristretta categoria, mi sento di inserire i 31 tornanti valdostani che da Champdepraz portano nel giro di una decina di chilometri alla frazione La Veulla, ai margini del parco del Monte Avic, un aguzzo sperone di 3000 metri che spicca tra le vette vicine e fa da sfondo a tutta la seconda metà della salita.

martedì 8 luglio 2014

Il Glandon e la Croix de Fer


Saint-Jean-de-Maurienne - Sainte-Marie-de-Cuines - Saint-Etienne-de-Cuines - Saint-Colomban-des-Villards - Col du Glandon - Col de la Croix de Fer - Saint-Sorlin-d'Arves - Saint-Jean-d'Arves - Saint-Jean-de-Maurienne (Km 63)


Tante erano le ipotesi per il giorno di S. Giovanni, dal col de Vars alla Valpelline, dal Lys al Fauniera. L'idea giusta, come succede tante volte, spunta dal nulla solo un paio di giorni prima, ma è fulminante: l'accoppiata Glandon - Croix de Fer, per un anello da leggenda del ciclismo che in passato non avevo mai preso in considerazione per la lontananza del punto di partenza o perché altre mete di analogo spessore mancavano ancora alla mia collezione. In effetti, le due ore abbondanti di macchina per raggiungere Saint-Jean-de-Maurienne sono un bel deterrente, ma per una volta ho tutto il giorno a disposizione e dunque posso prendermela con tutta calma; caso mai, qualche dubbio me lo mette il meteo incerto di questo fine giugno, ma alla fine i siti più affidabili concordano nel dare sole almeno fino a metà pomeriggio, e la giornata si confermerà quasi perfetta per una pedalata da ricordare orgogliosamente negli anni.

venerdì 27 giugno 2014

Il colle del Prel


Mondovì - Vicoforte - Corsaglia - Bossea - Colle del Prel - Prato Nevoso - Frabosa Sottana - Villanova M.vì - Mondovì (Km 63)


Una delle rare salite cuneesi che mi mancavano era quella al colle del Prel, meglio nota come 'lato B' di Prato Nevoso, dal momento che sale alla stazione sciistica del monregalese dal versante sud della val Corsaglia. È una scalata di media lunghezza ma vera, con tanti passaggi a doppia cifra e un finale da brividi, che merita una trasferta abbastanza impegnativa, per quanto la sua difficile collocazione geografica implichi un percorso più o meno obbligato e per lunghe parti tutt'altro che esaltante; nella fattispecie, la giornata nuvolosa in quota ha poi reso inutile la salita finale da Prato Nevoso al panoramico Monte Malanotte, completamente avvolto nebbia.

giovedì 12 giugno 2014

Il monte Penice


Varzi - Passo del Brallo - Pregola - Passo della Scaparina - Passo del Penice - Monte Penice - Passo del Penice - Romagnese - Zavattarello - Passo di Pietragavina - Varzi (Km 70)


Lunga trasferta appenninica nell'Oltrepò pavese tra le valli Staffora e Tidone, con breve ma significativa puntata nel piacentino per raggiungere la principale meta di giornata, posta sulla sommità del monte Penice. Per l'occasione studio un percorso di circa 70 chilometri caratterizzato per lo più da lunghe e pedalabili salite e da altrettanto filanti discese, con l'eccezione dei quasi quattro chilometri molto ripidi che portano dal passo Penice alla vetta; avendo nelle ultime uscite affrontato in prevalenza salite brevi e spesso e volentieri ripidissime, sono piuttosto curioso di vedere come risponderò su una strada dalle caratteristiche opposte come quella del passo Brallo, salita eterna ma dalle pendenze trascurabili, cui si sommerà il lungo saliscendi fino al Penice, per un totale di trenta chilometri di facile e discontinua ascesa come preludio al passaggio più difficile del giro. Alla fine, le cose andranno sufficientemente bene da permettermi di aggiungere l'opzionale passaggio a Pietragavina a completamento del percorso finora più impegnativo dell'anno.

lunedì 9 giugno 2014

Da Superga a Gassino


Torino - Superga - Baldissero T.se - Pavarolo - Montaldo T.se - Sciolze - Gassino T.se - Castiglione T.se - San Mauro T.se - Torino (Km 21)


Terza uscita tardo-pomeridiana consecutiva sulla collina torinese per un giro questa volta un po' più lungo e articolato dei precedenti, con obiettivo spostato a est. Ancora una volta è il tempo a dettare i limiti chilometrici e altimetrici, ma quello che ne esce è comunque un percorso interessante sia tecnicamente che turisticamente, almeno fino al ricogiungimento con la statale all'altezza di Gassino.

martedì 3 giugno 2014

La Strada della Vetta


Torino - Eremo - Pecetto T.se - Eremo - Colle della Maddalena - Torino (Km 21)


Torino - Pino T.se - Eremo - Colle della Maddalena - Torino (Km 20)


Un paio di giorni dopo la trasferta nelle Langhe al seguito del Giro, colgo un'ora libera nel tardo pomeriggio e ne approfitto per fare una puntata sulla collina torinese. Da anni sento parlare di una famigerata 'Strada della Vetta' come della più dura di tutta la collina, e pur non amando questo tipo di esercizio fachiresco, incoraggiato dalle buone sensazioni lasciatemi dai tre muri langaroli, decido infine di provarla. Visto il poco tempo a disposizione, il percorso è presto disegnato e tutto incentrato sul passaggio topico.