mercoledì 27 maggio 2009

Il Giro a Moncenisio



Susa - Venaus - Novalesa (abbazia) - Moncenisio - SS25 - Susa (Km 33,8)



Primo traguardo stagionale, GPM di Moncenisio per il passaggio del giro in Piemonte. Il programma che avevo pensato dopo l'annuncio della Cuneo-Pinerolo era un 'altro, il giro del Colle della Scala e del Monginevro, poi la modifica della tappa e, per me, l'inserimento di una salita più breve ma decisamente più dura. Nel complesso, è andata bene così, i luoghi percorsi sono molto belli, la salita difficile e tecnica, il panorama da Moncenisio spettacolare, il passaggio della corsa emozionante malgrado tutte le tare che questi anni impongono quando si parla di ciclismo professionistico.

giovedì 21 maggio 2009

Io sto con Lance



Sono salito a Moncenisio per rivedere in faccia a distanza di otto anni uno dei più grandi (e controversi) atleti di sempre. Temevo di non riuscire neppure a individuarlo, intruppato in una divisa anonima a centro gruppo, invece mi è sfrecciato a pochi centimetri di distanza tirando in prima persona il gruppetto della maglia rosa, sgobbando al servizio di un compagno che mai avrà un'unghia del suo valore e del suo carisma.

In precedenza l'avevo visto dal vivo una volta sola, ma in occasione di uno dei suoi trionfi più memorabili: Aix-Les-Bains - Alpe d'Huez, 2001, tappone con Madeleine, Glandon e finale sull'Alpe col canonico paio di minuti rifilato ai rivali di turno Ullrich e Beloki.
Un'immagine che mi resterà negli occhi per sempre, il texano piomba sull'ultima curva a gomito prima del traguardo come se fosse partito 100 metri prima, l'ammiraglia che lo segue è costretta a una frenata secca per riuscire a tenere la strada, ricordo nitidamente lo stridore dei pneumatici sull'asfalto. Il tempo di recuperare la mandibola crollata al livello del suolo per lo sbigottimento, e Lance sta già tagliando il traguardo brandendo un pugno al cielo 200 metri più in là.
Negli anni ho visto Roche ad Aosta, Bugno a Cuneo, Chiappucci al Sestriere, Indurain a Isola 2000, Pantani a Val Thorens e sul Fauniera, per citare solo alcune delle imprese più belle di uno sport fasullo, era gente che ai tempi d'oro dell'EPO accompagnava le vittorie con espressioni stravolte dalla fatica, gambe che mulinavano impazzite sotto busti e facce impietriti dallo sforzo e dalla concentrazione. Lance no, quel giorno come tanti altri stravinse con i lineamenti distesi sul volto, padrone del suo corpo dal primo all'ultimo tendine, tanto da darmi la certezza che le sue carte fossero truccate, e pure malamente.
Eppure sono sempre stato con lui, col fenomeno che a 22 anni diventa il più giovane vincitore di una tappa al Tour e di un Mondiale su strada, sotto il diluvio di Oslo; con la commovente vittoria nel 95 tre giorni dopo la morte di Casartelli; con i 7 Tour dominati dal 1999 al 2005; con l'arroganza di correre un mese all'anno ostentando l'impunità del capobranco che umilia i reietti alla Simeoni che osano insinuare su di lui; con la decisione di tornare ancora sulla scena dopo altri tre anni di stop, anche a costo di rimediare qualche brutta figura; con le sue campagne pubblicitarie e le sue fondazioni che forse gli apriranno le porte della carriera politica; con quel cognome che fa pensare alla Luna.
Sto con lui perchè è un eroe a tuttotondo, come i semidei dell'antichità che dopo aver duellato con la morte ritornano più forti di prima, sbaragliano tutto e tutti, spostano il traguardo ogni volta più in là, annichiliscono i limiti naturali, scendono a patti col diavolo pur di farcela, sempre sorretti da un'insaziabile volontà di vivere ogni secondo della vita da protagonisti, una volontà più forte di qualunque destino avverso che solo pochi esseri umani possiedono e che li distingue dalla massa, la quale dopo una breve fase di ammirazione immancabilmente li invidia e li combatte.
Sto con Lance perché è un Ulisse che se ne frega delle colonne d'Ercole.

mercoledì 20 maggio 2009

Il monte Beigua



Sassello - Colle del Giovo - Stella S.Martino - Alpicella - Monte Beigua - Piampaludo - La Carta - Sassello (Km 55,7)



Ultima data utile prima di Moncenisio, ho bisogno di un percorso montuoso di durezza simile a quello che mi aspetta martedì. Le Alpi sono troppo lontane, negli Appennini il Faiallo l'ho già fatto ed è meno difficile, invece credo che il Beigua - di cui leggo meraviglie - faccia al caso mio. Inizialmente pianifico il percorso in senso orario, con dislivello e asperità più o meno distribuite tra salita di La Carta, Monte Beigua e colle del Giovo, alla fine opto per la soluzione più impegnativa, il senso antiorario con Giovo e La Carta praticamente annullati e tutte le difficoltà concentrate in un'unica salita, mavera: il monte Beigua da Alpicella, quasi 900 metri di dislivello in poco più di 10 chilometri, con pendenze massime ampiamente a doppia cifra.

mercoledì 13 maggio 2009

Il santuario negato



Masio - Felizzano - Fubine - Vignale - Ottiglio - Cereseto - Castellazzo - Grazzano Badoglio - Casorzo - Vignale - Fubine - Felizzano - Masio (Km 76)



Imprevisto cambio di programma. Al posto del preventivato giro delle basse Langhe, devo inserire un'escursione in pieno Monferrato, con meta fissata al Santuario di Crea. Diminuisce il dislivello, difficile da calcolare con precisione nel continuo saliscendi delle colline tra Vignale, Cereseto e Grazzano Badoglio; dovrebbe aumentare il chilometraggio che si attesterebbe sugli 80 km a fronte dei 65 previsti in prima battuta.

lunedì 27 aprile 2009

Tra Acqui e Alessandria



Masio - Cortiglione - Incisa Scapaccino - Castelnuovo Belbo - Bruno - Mombaruzzo - Maranzana - Ricaldone - Cassine - Castelnuovo Bormida - Sezzadio - Castelspina - Castellazzo Bormida - Oviglio - Masio (Km 68)



Per il 25 aprile meto in calendario un giro un po' più lungo. Quasi 70 km ma profilo altimetrico tranquillo, quattro salitelle nella prima metà, poi ancora una trentina di chilometri in piano. Quello che mi preoccupa come sempre è il fondo, tanto più che arrivo da una sosta forzata di due settimane. Prima di partire immagino che ci sarà da soffrire parecchio nel finale, e purtroppo non mi sbaglio. D'altronde siamo a fine aprile e non mi va di rimandare ancora un chilometraggio sopra i 60. Altra novità: il tempo incerto mi suggerisce di spostare il giro al mattino, prima delle nove. Alla fine, il cielo si libererà proprio nel pomeriggio, ma non è stata comunque una cattiva scelta, il tratto finale sotto il sole sarebbe stato una cottura ancora più faticosa.

martedì 14 aprile 2009

L'Oltretanaro astigiano



Masio - Rocchetta Tanaro - Cerro Tanaro - Monfallito - Quarto d'Asti - Migliandolo - Castagnole Monferrato - Refrancore - Quattordio - Masio (Km 51,7)



Sabato di Pasqua, come da previsioni giornata plumbea. Nuvoloni gonfi su tutto l'orizzonte, aria pesante ma non fredda, siamo sui 20 gradi. Sembra impossibile che non debba piovere, ma il meteo dice che dovrebbe reggere. In ogni caso ho in programma un giro interessante, su strade per due terzi completamente inedite che dovrebbero seguire il crinale delle alture che si vedono a fianco della statale Asti-Alessandria. Uso il condizionale perchè dalle cartine non si capisce bene quale sia lo stato delle strade e soprattutto si intuisce che la segnaletica sarà quasi nulla e si dovrà pertanto andare molto a naso e fortuna.
L'obiettivo è comunque di coprire una cinquantina di chilometri e di arrivare in qualche modo a Castagnole Monferrato da ovest. Una volta raggiunto il paese del Ruchè i problemi saranno finiti sia a livello stradale che altimetrico.

lunedì 6 aprile 2009

La collina classica



Torino - Colle della Maddalena - Revigliasco - Pecetto - Pino Torinese - Superga - Rivodora - S. Mauro - Torino (Km 50,3)




Torno a pedalare dopo venti giorni, il che significa che una parte del lavoro fatto finora è andato perduto, non tanto a livello di tono muscolare quanto di fondo. La giornata comunque dopo le piogge della settimana è bellissima, e l'itinerario su e giù per la collina promette momenti da ricordare. In cantiere ci sono una cinquantina di chilometri con passaggi al colle della Maddalena e a Superga, con un dislivello totale di circa 800 metri, finora il massimo dell'anno.