martedì 12 novembre 2013

Tutti i colori delle Langhe


Neive - Bricco di Neive - Valdivilla - Castiglione Tinella - S. Stefano Belbo - Valdivilla - Coazzolo - Castagnole Lanze - Neive (Km 38)


La temperatura mite nel ponte dei Santi permette un'ultima uscita in un periodo avanzato dell'anno nel quale solitamente ho già appeso da un paio di settimane la bicicletta al chiodo. Sono i giorni in cui la natura sfoggia i colori più vari e intensi, per cui cosa di meglio di una bella puntata in Langa che concili un tasso tecnico adeguato al momento e lo spettacolo a perdita d'occhio delle colline tappezzate dal patchwork naturale dei vigneti post-vendemmia? Le giornate ormai corte sconsigliano fantasie troppo audaci, per cui rotta su Neive per un percorso da usato sicuro che non tradirà le attese malgrado una giornata non particolarmente luminosa che tende ad appiattire i contrasti soprattutto in lontananza; il giro consisterà in un doppio scavalco all'altezza di Valdivilla della linea di colline che separano la valle Tanaro dalla valle Belbo, con breve sconfinamento in territorio astigiano a Coazzolo e Castagnole Lanze.

giovedì 17 ottobre 2013

Dall'ultima Langa al colle di San Giacomo


Ceva - Roascio - Ceva - Perlo - Nucetto - Bagnasco - Priola - Colle di San Giacomo - Lisio - Mombasiglio - Ceva (Km 69)


Arriva a fine stagione uno dei giri più riusciti dell'anno per varietà dell'ambiente, spessore tecnico e una volta tanto per uno stato di forma abbastanza brillante da permettermi di assaporare tutti gli aspetti positivi dell'escursione senza pagare un dazio troppo elevato alla fatica insita in un percorso di media montagna e di rilevante chilometraggio. Per l'occasione, disegno un itinerario che partendo da Ceva tocca inizialmente un brandello di Langa, quindi scala le alture nei due versanti del Tanaro, e infine scende in valle Mongia; l'idea originaria prevedeva un percorso più breve con ultimo scollinamento a Battifollo, poi, come spesso accade, qualche giorno prima mi accorgo che poco più in là si trova il colle di San Giacomo e decido di inserirlo rendendo il giro decisamente più significativo, con la scalata all'ultimo 1000 dell'anno e la scoperta di una salita dura e molto bella, da tenere sicuramente in conto per eventuali future uscite in zona.

venerdì 11 ottobre 2013

Le colline gaviesi


Masio - Oviglio - Castellazzo B.da - Casalcermelli - Bosco Marengo - Fresonara - Basaluzzo - Pasturana - Francavilla Bisio - Tassarolo - Gavi - Parodi Ligure - Montaldeo - Castelletto d'Orba - Silvano d'Orba - Predosa - Casalcermelli - Castellazzo B.da - Oviglio - Masio (Km 105)


Ancora un giro molto lungo, forse qualche chilometro di troppo, per la prima uscita d'ottobre, una delle ultime dell'anno dato che l'autunno sembra presentarsi puntuale quanto l'estate è stata ritardataria. Un clima novembrino con umidità tanto spessa da toccarla e respirarla per tutto il pomeriggio mi consiglia di rimandare di qualche giorno il giro programmato nel cebano, e per questa volta ripiego su una puntata sulle collinette di Gavi, in pratica percorrendo in biciletta le zone che la settimana precedente mi ero sciroppato in macchina per raggiungere Voltaggio. Ne esce un giro poco significativo dal punto di vista altimetrico, mosso solo nella parte centrale, e tutto sommato difficile da giudicare anche da quello turistico, dal momento che il tratto teoricamente più interessante, da Tassarolo a Castelletto d'Orba, è risultato letteralmete inglobato in una fittissima coltre di nebbia, con visibilità ridotta a poche centinaia di metri.

martedì 1 ottobre 2013

I Piani di Praglia e il passo della Bocchetta


Voltaggio - Passo degli Eremiti - Capanne di Marcarolo - Piani di Praglia - Campomorone - Passo della Bocchetta - Voltaggio (Km 54)


L'ultimo giro veramente impegnativo dell'anno si sviluppa ancora una volta sulle medie quote dell'Appennino ligure con le salite ai Piani di Praglia e al passo della Bocchetta, diametralmente opposte dal punto di vista tecnico: lunghissima e discontinua la prima, breve e secca la seconda che a tratti presenta pendenze ampiamente a doppia cifra; il tutto in un contesto ambientale ragguardevole e in una giornata finalmente caratterizzata da un sole pieno e una temperatura ideale per la bicicletta. Unico neo, a voler essere pignoli, l'ennesima lunga trasferta di questa stagione all'insegna più dell'esplorazione che dell'approfondimento o delle variazioni sul tema.

venerdì 20 settembre 2013

Oltre il muro dei 100 chilometri


Masio - Quattordio - Viarigi - Altavilla M.to - Frassinello M.to - Sala M.to - Treville - Ozzano M.to - Casale M.to - Frassineto Po - Borgo San Martino - Ticineto - Valmacca - Bozzole - Pomaro M.to - San Salvatore M.to - Castelletto M.to - Quargnento - Solero - Felizzano - Masio (Km 108)


Il ritorno in pianura dopo la stagione dei giri in montagna è sempre un po' triste, ancor più in un'annata come questa, nella quale meteo, malanni vari e condizione fisica precaria hanno spesso cancellato gli obiettivi più importanti; occorre inventarsi qualcosa per dare sale a un'uscita altrimenti abbastanza anonima e così, se non posso puntare in alto, decido di dedicarmi al lungo disegnando un tracciato di oltre 100 chilometri che mi mancava da tantissimo tempo. I lunghi chilometraggi non sono mai stati nelle mie corde, ma quest'anno ho portato a termine senza troppi problemi parecchi giri intorno agli 80 km, e dunque valuto che basterà limitare le difficoltà altimetriche per portare a casa l'obiettivo senza intoppi: previsione per una volta azzeccata, se è vero che le gambe reggono più che dignitosamente anche gli ultimi 35 chilometri battuti da un fastidioso vento contrario. Per quanto riguarda il percorso, nella prima parte attraverserò il Monferrato scavalcando un serie di morbide collinette, poi costeggerò per una trentina di chilometri il lato destro del Po e infine chiuderò l'anello con ancora tanta pianura intervallata solo dalla facile salita a San Salvatore.

lunedì 16 settembre 2013

Il colle del Nivolet


Ceresole Reale - Colle del Nivolet - Ceresole Reale (Km 36)


Alla ricerca di un degno sostituto del Galibier per la chiusura della stagione in montagna, la scelta cade infine sul Nivolet, solo 30 metri più basso del collega francese, ugualmente o forse ancora più bello, ma soprattutto decisamente più agevole, dal momento che inizierò la scalata dai 1600 metri di Ceresole. La decisione di abbassare decisamente l'asticella dell'impegno è figlia delle difficoltà sofferte sul finale della Bonette e della stanchezza derivante da un trasferimento troppo lungo; e dunque, scartate per una volta le alternative cuneesi e valdostane, via libera al Nivolet, che pure non è dietro l'angolo e che avevo scalato in passato una sola volta, restandone piuttosto deluso a causa di un meteo poco favorevole. In questo caso, il tempo è abbastanza buono, sole pieno fino al colle, ma parecchia nuvolaglia a coprire le cime circostanti; fortuna che il Nivolet dà spettacolo prima ancora di cominciare, già all'uscita della galleria prima di Ceresole con la magnifica cartolina sulle Levanne, e non smette fino ai 2612 metri dello scollinamento in un tripudio di laghi, tornanti, prati fioriti e passaggi scavati tra le rocce.

martedì 10 settembre 2013

La Bonette


Jausiers - la Bonette - Jausiers (Km 46)


L'agosto più interessante degli ultimi anni si chiude con una bella quanto faticosa rivincita su quel col de la Bonette che quattro anni fa mi costrinse alla resa, e che anche stavolta mi fa penare non poco prima di essere domato. Detto che la topografia del luogo è alquanto confusa (il col de la Bonette è in realtà a 2715 m, e da lì inizia l'anello che gira intorno alla cima e raggiunge i famosi 2802 m), chiamerò semplicemente 'Bonette' il punto culminante della scalata, essendo chiaro a chiunque a cosa si riferisce la pomposa definizione di 'Plus haute route d'Europe', altra imprecisione dal momento che il Pico del Veleta in Spagna la supera di oltre 500 metri. Lasciando da parte le riflessioni sull'esatta terminologia da adottare, rimane intatta la soddisfazione di aver portato le ruote della bicicletta nel punto più elevato di sempre, superando i 2770 dell'Iseran e, in casa nostra, i 2744 dell'Agnello; per contro, direi che i paesaggi della Bonette, a cavallo tra i dipartimenti delle Alpi Marittime e di quelle dell'Alta provenza, non valgono quelli di altri colossi di poco più bassi, ma qui il giudizio non può che essere soggettivo e di certo avrà pesato la giornata meteorologicamente non troppo azzeccata, se è vero che la cima è stata quasi sempre coperta e che le nuvole hanno di fatto impedito la visuale sullo spettacolare versante sud.