venerdì 18 gennaio 2019

Il giro della befana


Diano Marina - San Bartolomeo al Mare - Cervo - Capo Cervo - Andora - Capo Mele - Laigueglia - Colla Micheri - Andora - Rollo - Cervo - San Bartolomeo al Mare - Diano Marina (Km 27)


Una befana in versione ligure mi porta in regalo una dozzina di gradi e una rara opportunità di interrompere per un giorno il letargo invernale, occasione che colgo al volo piazzando una bella sgambata tra mare e primo entroterra a cavallo delle province di Imperia e Savona: una trentina di chilometri in tutto, ma conditi con quattro salitelle di difficoltà crescente che garantiscono anche un minimo significato tecnico, con un dislivello totale di circa 500 metri adeguato al calendario.

venerdì 21 dicembre 2018

Solo e pensoso le più deserte colline


Ceva - Paroldo - Bragioli - Monesiglio - Brondo - Mimberghe - San Benedetto Belbo - Passo della Bossola - Pedaggera - Ceva (Km 53)


L'altra faccia delle Langhe. Dure, aspre, fredde, solitarie, inospitali. Più montagna che collina, questa striscia di alture al confine con la Liguria, dove prati e boschi disegnano il paesaggio, e l'autunno inoltrato ci aggiunge il carico dell'aria fredda e umida e delle nuvole basse che si mangiano strade, paesi e panorami. E' metà novembre, a quest'ora secondo le mie abitudini sono già in letargo da due o tre settimane, ma questo è stato un anno anche ciclisticamente meno pianificato del solito, e quindi ci sta una chiusura fuori dagli schemi: poco svago, la giusta abnegazione e tanta testardaggine in un giro che alle difficoltà ambientali aggiunge l'ostacolo tecnico del famigerato Muro di Brondo, uno dei maggiori spauracchi di tutte le langhe e che finora avevo sempre scartato, appunto perché fuori dalle mie corde fisiche e dalle mie consuetudini mentali.

giovedì 20 dicembre 2018

Chiare, fresche e dolci Langhe


Monchiero - Monforte - Roddino - Pedaggera - Serravalle Langhe - Bossolasco - San Benedetto Belbo - Niella Belbo - Mombarcaro - Bragioli - Pedaggera - Murazzano - Belvedere Langhe - Dogliani - Monchiero (Km 73)


Un giro classico, quasi naturale per chi vuole raggiungere Mombarcaro partendo dal Tanaro, confine delle Langhe per eccellenza. Strade che tra poco avranno i solchi delle ruote della mia bicicletta per le volte che le ho percorse, e che più di qualunque traversata alpina hanno segnato il mio ormai trentennale pellegrinaggio a pedali, al punto che non mi faccio mai mancare una puntata all'anno sulla Vetta delle Langhe, che in questo caso raggiungerò da uno dei versanti meno problematici, via San Benedetto e Niella. Poca fantasia, dunque, ma alla fine di un'annata balorda come poche, l'imperativo di quella che potrebbe essere l'ultima uscita della stagione è divertirmi e prendermela comoda, gustandomi ogni chilometro e ogni vista che spunta dietro ogni curva come se fossero bocconi di uno di quegli interminabili pranzi in cui da queste parti è ancora possibile imbattersi; il fatto di collocare il tutto negli ultimi giorni di ottobre è poi come accompagnare ogni portata con un vino eccellente: garanzia di massima soddisfazione sensoriale ed emozionale.

giovedì 6 dicembre 2018

Le valli del foliage


Cannobio - Finero - Pian dei Sali - Malesco - Re - Intragna - Arcegno - Ronco sopra Ascona - Brissago - Cannobio (Km 68)


Sono solo tre le strade che collegano il Piemonte con la Svizzera. La prima è la statale del Sempione, le altre due portano a Locarno e permettono di disegnare un classico anello del luogo, costeggiando il lago Maggiore e attraversando l'italiana val Vigezzo e l'elvetica Centovalli, dopo aver scalato tutta la solitaria val Cannobina. Se si aggiunge che questo è il periodo del foliage, per cui la strada da Domodossola a Locarno è nota e pubblicizzata quasi fosse il Vermont, ce n'è abbastanza per lasciarsi tentare e organizzare l'ultima trasferta lunga dell'anno nel Verbano, che proprio in quei giorni ha visto fallire il referendum per diventare provincia lombarda.

venerdì 23 novembre 2018

Superga e niente più


Torino - Superga - Pino T.se - Torino (Km 25)


La prima uscita di ottobre, in un grigio sabato mattina, si risolve in un mezzo buco nell'acqua per mancanza di tempo, di idee e di motivazioni. Quando esco di casa non ho neppure ben chiaro il giro che intendo percorrere, e questo è di per sé un brutto segno, perché difficilmente con queste premesse spunteranno alzate d'ingegno strada facendo. Sono già in corso Casale quando realizzo che quest'anno non sono ancora salito a Superga, e quindi ecco fissato il principale obiettivo di giornata. Salita arcinota che ormai conosco anche nelle pieghe dell'asfalto, so bene come affrontarla per non farmi sorprendere nei punti più pendenti, e tutto sommato la supero con discreta disinvoltura, senza mai andare in affanno, ma neppure trovare qualche momento di brillantezza, di quelli che ti fanno sentire bene e invogliano a proseguire, magari andando a scovare qualche strada nuova. Niente di tutto questo, a questo giro.
Sul piazzale deserto della basilica mi aspetta la prima vera giornata autunnale dell'anno, con l'umidità che entra nelle ossa e il grigio che offusca la vista sulla città. Una sensazione che potrebbe anche essere piacevole, ma stavolta prevale la voglia di una bella colazione nel mio bar preferito. Rotta quindi verso Pino con un occhio rivolto all'asfalto bagnato nel primo tratto ripido e nelle curve veloci della panoramica, poi discesa freddina a Torino e chiusura di un giretto di allenamento che più scontato non si può, incentrato in una salita che scontata non lo è mai.

il meglio del giro

La curva a destra dopo il passaggio sotto la cremagliera, sempre uguale e sempre maledettamente dura. 50 metri che danno significato a qualunque giro in collina.

martedì 6 novembre 2018

La montagna sfregiata


Susa - Mompantero - Rifugio il Trucco - Mompantero - Susa (Km 29)


L'ultima grande salita dell'anno ha come teatro la val di Susa, più precisamente quel settore del versante nord sopra Susa e Bussoleno che l'ottobre scorso fu devastato dagli incendi. La curiosità, oltre che scalare una salita di tutto rispetto mai affrontata in precedenza, è proprio quella di verificare di persona cosa è rimasto di quel fianco di montagna a un anno di distanza. L'esito del sopralluogo è a dir poco impressionante: quella che era una foresta di abeti e larici è diventata una desolante distesa di scheletri grigi senza alcun accenno di ripresa della vita, chissà quanto tempo ci vorrà prima che il paesaggio torni quello di prima. Oggi, attraversare i luoghi del disastro è un tuffo al cuore che realizzo soltanto in discesa, essendo stata la salita troppo dura per permettermi di guardarmi attorno.

lunedì 29 ottobre 2018

Dalla Lomellina al Basso Novarese


Terranova - Candia L.na - Cozzo - Castello d'Agogna - Mortara - Vigevano - Abbiategrasso - Carpenzago - Ponte Vecchio - Ponte Nuovo - Trecate - Novara - Lumellogno - Granozzo - Confienza - Vinzaglio - Palestro - Rosasco - Langosco - Mantie - Terranova (Km 118)


Giro che ricalca la cifra tecnica (quasi nulla) di quello precedente, con alcune significative novità. Il chilometraggio aumenta sensibilmente fino a sfiorare i 120 chilometri, con sconfinamento in Lombardia e ben cinque province attraversate: se quelle di Alessandria e Vercelli saranno appena toccate, il grosso del giro si svilupperà tra pavese, milanese e novarese, tutti territori comunque mai esplorati in biciletta e che in un modo o nell'altro riserveranno passaggi interessanti.