Torino - Superga - Rivodora - Castiglione T.se - Bardassano - Chieri - Pino T.se - Torino (Km 52)
Condizione fisica in ribasso, tosse residua, malloppo del pranzo domenicale sullo stomaco, umidità da tagliare col coltello: tutti gli ingredienti giusti per rendere la dura salita di Superga un piccolo calvario di cui avrei fatto volentieri a meno. Quando mi rimetto in sella a due settimane dal bel giro sul Faiallo, l'intento è semplicemente quello di ricominciare a muovere le gambe lungo un classico percorso collinare, e il responso non è dei migliori.
Ho sempre grande rispetto per la salita di Superga, che con il suo andamento a gradoni e le sue pendenze a doppia cifra mal si adatta alle mie caratteristiche, ma ormai la conosco benissimo e francamente non mi aspettavo una fatica del genere. Se già sul finire del primo muro mi sento pesante e con pochissima forza per spingere sui pedali, significa che più avanti ci sarà parecchio da soffrire. In realtà, anche nei passaggi più duri, non ho mai la sensazione di rischiare il fuorigiri, ma nel finale del muro centrale e per tutto il terzo muro dopo il breve sollievo di Pian Gambino, devo dare il massimo e lavorare di spalle per produrre una velocità men che ridotta, ma pazienza, proseguendo con costanza arrivo infine alla basilica, dove mi prendo qualche minuto per rifiatare e riordinare le idee.













