martedì 1 ottobre 2013

I Piani di Praglia e il passo della Bocchetta


Voltaggio - Passo degli Eremiti - Capanne di Marcarolo - Piani di Praglia - Campomorone - Passo della Bocchetta - Voltaggio (Km 54)


L'ultimo giro veramente impegnativo dell'anno si sviluppa ancora una volta sulle medie quote dell'Appennino ligure con le salite ai Piani di Praglia e al passo della Bocchetta, diametralmente opposte dal punto di vista tecnico: lunghissima e discontinua la prima, breve e secca la seconda che a tratti presenta pendenze ampiamente a doppia cifra; il tutto in un contesto ambientale ragguardevole e in una giornata finalmente caratterizzata da un sole pieno e una temperatura ideale per la bicicletta. Unico neo, a voler essere pignoli, l'ennesima lunga trasferta di questa stagione all'insegna più dell'esplorazione che dell'approfondimento o delle variazioni sul tema.

venerdì 20 settembre 2013

Oltre il muro dei 100 chilometri


Masio - Quattordio - Viarigi - Altavilla M.to - Frassinello M.to - Sala M.to - Treville - Ozzano M.to - Casale M.to - Frassineto Po - Borgo San Martino - Ticineto - Valmacca - Bozzole - Pomaro M.to - San Salvatore M.to - Castelletto M.to - Quargnento - Solero - Felizzano - Masio (Km 108)


Il ritorno in pianura dopo la stagione dei giri in montagna è sempre un po' triste, ancor più in un'annata come questa, nella quale meteo, malanni vari e condizione fisica precaria hanno spesso cancellato gli obiettivi più importanti; occorre inventarsi qualcosa per dare sale a un'uscita altrimenti abbastanza anonima e così, se non posso puntare in alto, decido di dedicarmi al lungo disegnando un tracciato di oltre 100 chilometri che mi mancava da tantissimo tempo. I lunghi chilometraggi non sono mai stati nelle mie corde, ma quest'anno ho portato a termine senza troppi problemi parecchi giri intorno agli 80 km, e dunque valuto che basterà limitare le difficoltà altimetriche per portare a casa l'obiettivo senza intoppi: previsione per una volta azzeccata, se è vero che le gambe reggono più che dignitosamente anche gli ultimi 35 chilometri battuti da un fastidioso vento contrario. Per quanto riguarda il percorso, nella prima parte attraverserò il Monferrato scavalcando un serie di morbide collinette, poi costeggerò per una trentina di chilometri il lato destro del Po e infine chiuderò l'anello con ancora tanta pianura intervallata solo dalla facile salita a San Salvatore.

lunedì 16 settembre 2013

Il colle del Nivolet


Ceresole Reale - Colle del Nivolet - Ceresole Reale (Km 36)


Alla ricerca di un degno sostituto del Galibier per la chiusura della stagione in montagna, la scelta cade infine sul Nivolet, solo 30 metri più basso del collega francese, ugualmente o forse ancora più bello, ma soprattutto decisamente più agevole, dal momento che inizierò la scalata dai 1600 metri di Ceresole. La decisione di abbassare decisamente l'asticella dell'impegno è figlia delle difficoltà sofferte sul finale della Bonette e della stanchezza derivante da un trasferimento troppo lungo; e dunque, scartate per una volta le alternative cuneesi e valdostane, via libera al Nivolet, che pure non è dietro l'angolo e che avevo scalato in passato una sola volta, restandone piuttosto deluso a causa di un meteo poco favorevole. In questo caso, il tempo è abbastanza buono, sole pieno fino al colle, ma parecchia nuvolaglia a coprire le cime circostanti; fortuna che il Nivolet dà spettacolo prima ancora di cominciare, già all'uscita della galleria prima di Ceresole con la magnifica cartolina sulle Levanne, e non smette fino ai 2612 metri dello scollinamento in un tripudio di laghi, tornanti, prati fioriti e passaggi scavati tra le rocce.

martedì 10 settembre 2013

La Bonette


Jausiers - la Bonette - Jausiers (Km 46)


L'agosto più interessante degli ultimi anni si chiude con una bella quanto faticosa rivincita su quel col de la Bonette che quattro anni fa mi costrinse alla resa, e che anche stavolta mi fa penare non poco prima di essere domato. Detto che la topografia del luogo è alquanto confusa (il col de la Bonette è in realtà a 2715 m, e da lì inizia l'anello che gira intorno alla cima e raggiunge i famosi 2802 m), chiamerò semplicemente 'Bonette' il punto culminante della scalata, essendo chiaro a chiunque a cosa si riferisce la pomposa definizione di 'Plus haute route d'Europe', altra imprecisione dal momento che il Pico del Veleta in Spagna la supera di oltre 500 metri. Lasciando da parte le riflessioni sull'esatta terminologia da adottare, rimane intatta la soddisfazione di aver portato le ruote della bicicletta nel punto più elevato di sempre, superando i 2770 dell'Iseran e, in casa nostra, i 2744 dell'Agnello; per contro, direi che i paesaggi della Bonette, a cavallo tra i dipartimenti delle Alpi Marittime e di quelle dell'Alta provenza, non valgono quelli di altri colossi di poco più bassi, ma qui il giudizio non può che essere soggettivo e di certo avrà pesato la giornata meteorologicamente non troppo azzeccata, se è vero che la cima è stata quasi sempre coperta e che le nuvole hanno di fatto impedito la visuale sullo spettacolare versante sud.

martedì 3 settembre 2013

Dalla valle Belbo al Bric Puschera


S. Stefano Belbo - Cossano Belbo - Castino - Cortemilia - Gorrino - Brallo - Roccaverano - Vesime - Bric Faidal - Seirole - S. Stefano Belbo (Km 77)



Per l'ultima domenica di agosto, il piano prevedeva un bell'anello da Garessio con obiettivo principale il colle di Caprauna, ma per l'ennesima volta nell'anno il meteo incerto ci mette lo zampino, e anche questo proposito finisce nell'elenco dei desideri per l'anno prossimo. Come alternativa, ripiego su un percorso in Langa molto completo e tecnicamente poco meno impegnativo di quello inizialmente preventivato, seppure le salite non propongano quasi mai pendenze troppo impegnative.

mercoledì 28 agosto 2013

L'Appennino ligure


Cantalupo L.re - Albera L.re - Cabella L.re - Gordena - Passo di San Fermo - Vobbia - Alpe di Vobbia - Passo dell'Incisa - Crocefieschi - Vobbia - Costa Salata - Mongiardino L.re - Rocchetta L.re - Cantalupo L.re (Km 69)



Se il mese di luglio si era chiuso con un po' di anticipo tra i monti valdostani, agosto comincia dopo trenta lunghi giorni di sosta tra quelli più modesti, ma non per questo meno interessanti e impegnativi, dell'Appennino ligure. La pausa prolungata suggerirebbe forse un percorso più tranquillo (e infatti fino all'ultimo sono stato indeciso se inserire o tagliare il passo dell'Incisa), ma se voglio sparare le ultime cartucce importanti da qui all'inizio di settembre, vale la pena fare uno sforzo in più, pur sapendo quanto mi costerà in termini di fatica. Ne esce alla fine un giro di buon contenuto cicloturistico e di grande applicazione fisica e mentale, portato a casa senza troppi danni grazie a un sapiente uso della testa più che alla forza delle gambe, in ogni caso tutt'altro che imballate nella prima metà del percorso.

lunedì 26 agosto 2013

Ai piedi del Grand Combin


Variney - Doues - Champillon - Doues - Valpelline - Variney (Km 43)



Saltata per maltempo anche la traserta a seguito del Tour, recupero un pomeriggio pr piazzare una bella uscita in Valle d'Aosta, garanzia di panorami grandiosi e in genere di strade poco trafficate. A dispetto delle imponenti montagne che la circondano da tutti i lati, sono solo cinque le strade asfaltate che superano i 2000 metri nella Vallée, e di queste la più nascosta è certamente quella che porta a Champillon dalla frazione Variney di Gignod, una sorta di Pian del Re ai piedi del massiccio del Grand Combin, colosso di 4300 metri situato interamente in territorio svizzero. Geograficamente, la salita a Champillon è situata tra la valle del Gran San Bernardo e la Valpelline, e consiste nella risalita attraverso una ventina tornanti di un costone laterale ben visibile già da fondo valle, paragonabile come esercizio al Granon in Francia. Dal punto di vista tecnico, c'è poco da dire: la salita è lunga quasi venti chilometri e nella seconda parte dura, a tratti molto dura, quanto basta per classificarla fuori categoria e affrontarla con la giusta cautela, anche se posso contare su una condizione fisica è più che buona. Altro aspetto da non sottovalutare e che mi costerà qualcosa nei giorni successivi è che pedalerò nelle ore più calde lungo una strada quasi interamente esposta al sole.