lunedì 7 febbraio 2011

L'anello dei bricchi



Masio - Quattordio - Cerro T.ro - Rocchetta T.ro - Ronchi - Briccofiore - Masio (Km 34,8)



Dopo quattro mesi di inattività, ritorno in sella col proposito di dare maggiore continuità alla stagione rispetto agli ultimi anni, quando pause obbligate - ubi maior... - di settimane o mesi mi costringevano ogni volta a ricominciare daccapo, vanificando quel po' di allenamento faticosametne guadagnato. Idee e progetti non mancano, vedremo cosa mi riuscirà di mettere in pratica e cosa rimarrà soltanto sulla carta.
La giornata è innaturalmente calda per il periodo dell'anno, e se nei tratti in ombra fa piuttosto fresco, in quelli esposti al sole, soprattutto in salita, spargo le prime gocce di sudore della stagione.

lunedì 25 ottobre 2010

L'anno che verrà



Stagione finita, dunque. Chilometri percorsi poco più di mille, giri non sempre memorabili, ma anche qualche bella conquista doppiamente sudata e goduta. In tutto questo, da vecchio suiveur del circo professionistico, annata completamente da dimenticare. Sanremo nemmeno intravista, Giro e Tour che girano al largo dal Piemonte.
Tutt'altra musica l'anno prossimo, quando se tutto andrà bene già si profilano addirittura cinque tappe a portata di route, impreziosite dai passaggi sul Finestre e sull'Agnello. Avrò una condizione sufficiente per arrampicarmi fin lassù? Le circostanze mi permetteranno di assecondare i buoni propositi? Non lo so, ma intanto i disegni dei grandi Giri mi faranno trascorrere un inverno e una primavera felici, come un bambino che si segna le date di Natale e del compleanno pregustando i pacchi da aprire.



lunedì 11 ottobre 2010

La Langa nascosta



Cerretto Langhe - Cravanzana - Torre Bormida - Gisuole - Feisoglio - Cravanzana - Arguello - Pedaggera - Cerretto Langhe (Km 41,7)



Per chiudere degnamente la stagione in una dolcissima domenica autunnale, disegno un percorso breve ma duro e suggestivo sulle strade dell'Alta Langa che ormai da qualche tempo ha in parte soppiantato nel mio cuore il fascino classico e decisamente inflazionato della Bassa Langa. Nel momento in cui le uscite in bici diventano sempre più occasione di evadere dalle beghe del lavoro e della vita in città, preferisco concentrare le mie ricerche su stradine sperdute e solitarie tra noccioli e castagni, piuttosto che ripercorrere le ricche, coloratissime e - soprattutto la domenica - trafficate alture coperte di vigneti.
L'itinerario prevede tre discese e altrettante salite, di cui le ultime due inedite e molto temibili sulla carta, che renderanno il giro tecnicamente interessante e impegnativo; anche dal punto di vista paesaggistico alcuni tratti si rivelano particolarmente remunerativi, malgrado la giornata non molto luminosa e qualche passaggio tutt'altro che memorabile. In sostanza, un percorso da prendere come spunto per qualcosa di più completo in un futuro più o meno prossimo.

lunedì 4 ottobre 2010

Da S.Stefano a Cessole



S.Stefano Belbo - Loazzolo - Cessole - Vesime - Bric Faidal - Cossano Belbo - S.Stefano Belbo (Km 34)



Ottobre grigio e freddino che mi imballa le gambe e consiglia di ridurre l'uscita domenicale con un pensiero già alla chiusura della stagione. Dopo lungo ponzare e sfoltire le ipotesi più complicate, opto per un classico saliscendi sulle colline di S.Stefano, con salite (forse troppo) collaudate e un paio di belle scoperte in discesa: ne esce un percorso molto breve - sotto i 35 km - ma pur sempre interessante cui, viste le condizioni di forma tutt'altro che brillanti, taglio un'ultima ipotetica appendice dalle parti di Mango. Geograficamente, l'itinerario si snoda poco a ovest di quello percorso la settimana precedente, sempre a cavallo delle colline tra Belbo e Bormida, una zona che sto cominciando a conoscere e apprezzare sempre di più.

lunedì 27 settembre 2010

Tra Belbo e Bormida



Incisa Scapaccino - Nizza Monferrato - Castel Boglione - Rocchetta Palafea - Sessame - Monastero Bormida - Bubbio - Cassinasco - Calamandrana - Nizza Monferrato - Incisa Scapaccino (Km 52,2)



Buon giro tra le valli del Belbo e del Bormida in un sabato pomeriggio fresco e plumbeo che tuttavia non degenera mai in un autentico maltempo, e anzi la temperatura mite favorisce la pedalata nei tratti in salita senza infastidire in quelli di discesa.
Il percorso si snoda essenzialmente tra le colline che dividono Nizza e Calamandrana da una parte e Monastero Bormida e Bubbio dall'altra, attraversando strade in generale tranquille e abbastanza divertenti intervallate da tratti in piano su provinciali comunque mai troppo trafficate.

mercoledì 22 settembre 2010

L'anello di Sezzadio



Masio - Oviglio - Cantalupo - Castellazzo B.da - Castelspina - Sezzadio - Gamalero - Borgoratto Al. - Oviglio - Masio (Km 48,8)



Giro piatto che più piatto non si può per il ritorno in sella quasi un mese dopo il trittico sulle alpi francesi. Cinquanta chilometri sulla piana alessandrina con giro di boa a Sezzadio, tra lunghi rettilinei intervallati dall'attraversamento dei vari paesini incontrati. Sole pieno ma non fastidioso che favorisce un'andatura dicsreta e costante per tutto il giro, che onestamente non presenta quasi nulla da ricordare. Pedalare in piano non è il mio pane né la mia passione, ma anche questo può bastare dopo l'ennesimo lungo periodo di sosta.

martedì 31 agosto 2010

Il col du Galibier



Le Monetier les Bains - Col du Lautaret - Col du Galibier - Col du Lautaret - Le Monetier les Bains (Km 42,7)



Conclusione del trittico montano nelle Alpi francesi col nome più altisonante: il col du Galibier.
Qui bisognerebbe aprire subito una parentesi, perché è chiaro che se uno dice 'Galibier' e basta, è sottinteso che si parla del versante nord, quello da St.Michel con il Telegraphe. Anzi, sono arcisicuro che molti puristi non direbbero mai di aver fatto il Galibier se l'avessero scalato (come ho fatto io) dal versante sud. D'altronde, il Fedaia da Canazei, il Gavia da Bormio o - per dire - il Melogno da Calizzano sono tutt'altra cosa rispetto ai versanti più nobili e impegnativi.
Resta il fatto che i miei quasi 1200 metri di dislivello me li sono sciroppati, che là sopra c'era comunque il cartello 'Col du Galibier - Alt. 2645' e che questa trasferta l'ho fortissimamente voluta malgrado le mie condizioni fisiche fossero nell'occasione molto deficitarie. Il rischio a ben vedere era che non sarei per chissà quanto tempo potuto andarci, e alla fine va bene così, è stata una faticaccia e questo mette d'accordo anche la coscienza: il Galibier non è stato un regalo, né l'ho fatto col motorino. Che poi rimanga la voglia di fare prima o poi anche il versante nord è un altro discorso che la fantastica impressione lasciata da questo mostro alpino manterrà aperto per i prossimi anni.