martedì 25 settembre 2018

La via del mare


Fossano - Trinità - Carrù - Bastia Mondovì - Niella T.ro - Lesegno - Ceva - Battifollo - Bagnasco - Massimino - Colle dei Giovetti - Calizzano - Bardineto - Colle di Scravaion - Castelvecchio di Rocca Barbena - Zuccarello - Cisano sul Neva - Leca - Albenga (Km 118)


Si riparte, dunque, in una direzione precisa e lungo un percorso coerente. Obiettivo il mare, ma come lo vede un piemontese, lontano e accessibile solo attraverso i monti, una meta da guadagnarsi a caro prezzo. Le vie d'accesso al ponente ligure sono tante, sta solo a trovare quella che più si adatta allo stato (d'animo e di forma) del momento, meglio se con qualche via fuga lungo il tracciato nel caso che le cose non dovessero mettersi nel verso giusto. La scelta finale è di raggiungere Calizzano attraverso il Giovetti e poi scendere a Finale o Albenga a seconda di come mi sentirò, ma prima decido di inserire un'ulteriore salita per evitare la fondovalle da Ceva a Bagnasco, salendo a Battifollo attraverso una strada mai percorsa in precedenza.

Parto con una certa titubanza per un giro che in ogni caso risluterà dispendioso e che andrà gestito con oculatezza. I primi 20 chilometri da Fossano a Carrù, leggermente mossi, mi riportano ancora indietro nel tempo e filano via fin troppo veloci; poi, raggiunta la fondovalle Tanaro, c'è da percorrerla per oltre 20 chilometri fino a Ceva: non manca qualche saliscendi, soprattutto tra Bastia, Niella e Lesegno, ma nella sostanza è questo il tratto più noioso del giorno, e come sempre in questi casi bisogna soltanto pedalare e aspettare che passi.
Alla rotonda all'ingresso di Ceva, lascio infine la fondovalle per svoltare a destra in direzione di Mombasiglio e successivamente, dopo circa mezzo chilometro in discreta salita, a sinistra per Battifollo. Un chilometro in piano per superare la Torino-Savona, poi comincia una salita di circa 8 chilometri al 5% medio che tuttavia presenta un andamento piuttosto discontinuo. I primi chilometri di ascesa fino alla frazione di Poggio Santo Spirito sono i più duri, ed è qui che si supera buona parte del dislivello complessivo; poi, dopo un settore molto facile, la salita riprende sulla cresta della linea collinare su pendenze moderate, lungo una strada molto tranquilla e a tratti abbastanza panoramica, tenuto conto della quota abbondantemente sotto i 1000 metri. A circa un chilometro da Battifollo, si raggiunge infine lo scollinamento, per poi scendere rapidamente al paese. La prima salita del giorno va dunque in archivio con buona soddisfazione quando ho ormai percorso circa 55 chilometri e me ne restano davanti un numero per ora indefinito, ma certamente non inferiore.
Per prima cosa, c'è comunque da scendere a Bagnasco lungo una strada bella e tortuosa, e poi, senza soluzione di continuità, attaccare la seconda salita, non dissimile dalla prima, che mi porterà ai 912 metri del colle dei Giovetti. Un paio di chilometri in falsopiano per cambiare regione e raggiungere Massimino, unico comune ligure ubicato interamente in val Tanaro, e comincia una salita di circa sette chilometri dall'andamento regolare, con pendenze sempre attorno al 5-6%, l'ideale per impostare un buon ritmo e mantenerlo fino all'ultimo chilometro, quando la salita diventa poco più di un falsopiano, tanto da rendere difficile individuare il punto esatto dello scollinamento.
Tutto bene, dunque, non fosse che inizia a fare molto caldo e col chilometraggio ormai sopra i 70 inizio a sentire un po' di stanchezza; non mi resta che scendere a Caragna e proseguire poi fino a Calizzano, dove mi prenderò una sosta e deciderò il da farsi. Quando riparto, le alternative sul tavolo sono due: Melogno dal versante più facile con discesa a Finale o Pietra, oppure l'irrilevante Scravaion con successiva planata ad Albenga; più della relativa difficoltà del Melogno, dal momento che l'idea è ancora di proseguire fino a Diano, quello che mi preoccupa di più della prima opzione è l'ulteriore prolungamento di un percorso che si svilupperà in ogni caso ben oltre la soglia dei 100 chilometri.
Rotta dunque verso Bardineto e da qui allo Scravaion, che da questo versante si riduce a un paio di chilometri facilissimi, il primo al 3% e il secondo al 5, eppure sul finale sento la gamba improvvisamente pesante, e nemmeno nella discesa a Castelvecchio riesco a recuperare, anzi è proprio quando raggiungo Zuccarello che sento tutto d'un tratto il gran caldo di questo agosto torrido. Ho ormai superato i 100 chilometri di percorrenza e ne mancano una dozzina al mare di Albenga, dove dovrò prendere la decisione definitiva; valuto che con un bello sforzo potrei farcela a fare anche gli ultimi 30 lungo l'Aurelia, ma tutto sommato non aggiungerebbero molto al senso del giro, e così opto per la soluzione a questo punto più sicura e a portata di mano, raggiungere con calma la stazione e saltare sul primo treno.

il meglio del giro

La salita a Battifollo da Ceva è forse la migliore delle tre che salgono al paese, facile da inserire in percorsi a cavallo tra Langhe e alta valle Tanaro.

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