giovedì 6 dicembre 2018

Le valli del foliage


Cannobio - Finero - Pian dei Sali - Malesco - Re - Intragna - Arcegno - Ronco sopra Ascona - Brissago - Cannobio (Km 68)


Sono solo tre le strade che collegano il Piemonte con la Svizzera. La prima è la statale del Sempione, le altre due portano a Locarno e permettono di disegnare un classico anello del luogo, costeggiando il lago Maggiore e attraversando l'italiana val Vigezzo e l'elvetica Centovalli, dopo aver scalato tutta la solitaria val Cannobina. Se si aggiunge che questo è il periodo del foliage, per cui la strada da Domodossola a Locarno è nota e pubblicizzata quasi fosse il Vermont, ce n'è abbastanza per lasciarsi tentare e organizzare l'ultima trasferta lunga dell'anno nel Verbano, che proprio in quei giorni ha visto fallire il referendum per diventare provincia lombarda.

venerdì 23 novembre 2018

Superga e niente più


Torino - Superga - Pino T.se - Torino (Km 25)


La prima uscita di ottobre, in un grigio sabato mattina, si risolve in un mezzo buco nell'acqua per mancanza di tempo, di idee e di motivazioni. Quando esco di casa non ho neppure ben chiaro il giro che intendo percorrere, e questo è di per sé un brutto segno, perché difficilmente con queste premesse spunteranno alzate d'ingegno strada facendo. Sono già in corso Casale quando realizzo che quest'anno non sono ancora salito a Superga, e quindi ecco fissato il principale obiettivo di giornata. Salita arcinota che ormai conosco anche nelle pieghe dell'asfalto, so bene come affrontarla per non farmi sorprendere nei punti più pendenti, e tutto sommato la supero con discreta disinvoltura, senza mai andare in affanno, ma neppure trovare qualche momento di brillantezza, di quelli che ti fanno sentire bene e invogliano a proseguire, magari andando a scovare qualche strada nuova. Niente di tutto questo, a questo giro.
Sul piazzale deserto della basilica mi aspetta la prima vera giornata autunnale dell'anno, con l'umidità che entra nelle ossa e il grigio che offusca la vista sulla città. Una sensazione che potrebbe anche essere piacevole, ma stavolta prevale la voglia di una bella colazione nel mio bar preferito. Rotta quindi verso Pino con un occhio rivolto all'asfalto bagnato nel primo tratto ripido e nelle curve veloci della panoramica, poi discesa freddina a Torino e chiusura di un giretto di allenamento che più scontato non si può, incentrato in una salita che scontata non lo è mai.

il meglio del giro

La curva a destra dopo il passaggio sotto la cremagliera, sempre uguale e sempre maledettamente dura. 50 metri che danno significato a qualunque giro in collina.

martedì 6 novembre 2018

La montagna sfregiata


Susa - Mompantero - Rifugio il Trucco - Mompantero - Susa (Km 29)


L'ultima grande salita dell'anno ha come teatro la val di Susa, più precisamente quel settore del versante nord sopra Susa e Bussoleno che l'ottobre scorso fu devastato dagli incendi. La curiosità, oltre che scalare una salita di tutto rispetto mai affrontata in precedenza, è proprio quella di verificare di persona cosa è rimasto di quel fianco di montagna a un anno di distanza. L'esito del sopralluogo è a dir poco impressionante: quella che era una foresta di abeti e larici è diventata una desolante distesa di scheletri grigi senza alcun accenno di ripresa della vita, chissà quanto tempo ci vorrà prima che il paesaggio torni quello di prima. Oggi, attraversare i luoghi del disastro è un tuffo al cuore che realizzo soltanto in discesa, essendo stata la salita troppo dura per permettermi di guardarmi attorno.

lunedì 29 ottobre 2018

Dalla Lomellina al Basso Novarese


Terranova - Candia L.na - Cozzo - Castello d'Agogna - Mortara - Vigevano - Abbiategrasso - Carpenzago - Ponte Vecchio - Ponte Nuovo - Trecate - Novara - Lumellogno - Granozzo - Confienza - Vinzaglio - Palestro - Rosasco - Langosco - Mantie - Terranova (Km 118)


Giro che ricalca la cifra tecnica (quasi nulla) di quello precedente, con alcune significative novità. Il chilometraggio aumenta sensibilmente fino a sfiorare i 120 chilometri, con sconfinamento in Lombardia e ben cinque province attraversate: se quelle di Alessandria e Vercelli saranno appena toccate, il grosso del giro si svilupperà tra pavese, milanese e novarese, tutti territori comunque mai esplorati in biciletta e che in un modo o nell'altro riserveranno passaggi interessanti.

martedì 23 ottobre 2018

Il Vercellese


Trino - Robella - Asigliano V.se - Vercelli - Salasco - Crova - Tronzano V.se - Bianzè - Darola - Lucedio - Trino (Km 75)


Cambio di registro. Dopo le fatiche e le meraviglie dei giri in montagna, torno a pedalare in pianura per un paio di quei giri apparentemente privi di contenuti tecnici, ma utili per mettere un po' di chilometri nelle gambe e per scoprire luoghi talmente accessibili da rimanere sconosciuti ai più. Per l'occasione, disegno un percorso totalmente in provincia di Vercelli, con l'obiettivo di toccare il capoluogo e di attraversare nella parte finale alcune località interessanti. In teoria, sarebbero le strade delle risaie, ma sono fuori stagione e dunque niente mare a scacchi; l'impressione, attraversando i campi a monocoltura, è che una puntata nei mesi giusti possa risultare molto divertente e fuori dagli schemi di una classica uscita in campagna.

martedì 16 ottobre 2018

Il passo Giau


Selva di Cadore - Passo Giau - Pocol - Passo Falzarego - Passo Valparola - Passo Falzarego - Cernadoi - Colle Santa Lucia - Selva di Cadore (Km 56)


La Grande Bellezza. Se uno non ha mai visto le Dolomiti, salga al passo Giau; se uno non ha mai scalato un passo dolomitico, salga al passo Giau; se uno ha semplicemente voglia di spendere una giornata all'insegna dello sport e della meraviglia della natura, salga al passo Giau. Ci vogliono quasi sei ore di viaggio per raggiungere Selva di Cadore, la trasferta più lunga e insensata mai compiuta per un singolo giro (la suggestione di doppiarlo col Manghen il giorno dopo è tramontata in fretta), ma la meta è di quelle che non possono proprio mancare nell'album di un cicloturista.

venerdì 5 ottobre 2018

Le Gorges de Daluis e il Col des Champs


Entrevaux - Daluis - Guillaumes - Villeneuve-d'Entraunes - Saint-Martin-d'Entraunes - Val Pelens - Col des Champs - Val Pelens - Saint-Martin-d'Entraunes - Villeneuve-d'Entraunes - Guillaumes - Daluis - Entrevaux (Km 106)


Quando vado in bicicletta, la fatica peggiore è quella che supera il preventivato. Prima di partire, mi faccio un'idea abbastanza precisa dell'impegno che richiederà il giro e sulla base di questa stima quasi sempre vicina alla realtà, predispongo più o meno consciamente gambe e testa ad affrontare lo sforzo. Accade però che per un motivo o per l'altro la valutazione sia sottostimata, e in questi casi la dose di fatica eccedente tende ad aumentare esponenzialmente, trasformando gli ultimi chilometri in un piccolo calvario. Se un percorso stimato di 80 chilometri si rivela nella realtà superiore ai 100, se la temperatura resta africana ben sopra i 1000 metri e se affronto un giro di alta montagna preceduto da un paio d'ore di macchina con cinque ore di sonno scarse, il risultato è che la conquista del col des Champs, ultimo 2000 del trittico delle Alpi Marittime francesi con Cayolle e Allos, diventa una delle imprese più ardue degli ultimi anni. Detto questo, il col des Champs è un osso duro davvero, decisamente più degli altri due, non fosse altro perché si parte da 500 metri più in basso e le pendenze sono quasi sempre severe con tendenza ad aumentare nel finale; come contraltare, l'aspetto paesaggistico promette emozioni dalla prima all'ultima pedalata.