martedì 23 ottobre 2018

Il Vercellese


Trino - Robella - Asigliano V.se - Vercelli - Salasco - Crova - Tronzano V.se - Bianzè - Darola - Lucedio - Trino (Km 75)


Cambio di registro. Dopo le fatiche e le meraviglie dei giri in montagna, torno a pedalare in pianura per un paio di quei giri apparentemente privi di contenuti tecnici, ma utili per mettere un po' di chilometri nelle gambe e per scoprire luoghi talmente accessibili da rimanere sconosciuti ai più. Per l'occasione, disegno un percorso totalmente in provincia di Vercelli, con l'obiettivo di toccare il capoluogo e di attraversare nella parte finale alcune località interessanti. In teoria, sarebbero le strade delle risaie, ma sono fuori stagione e dunque niente mare a scacchi; l'impressione, attraversando i campi a monocoltura, è che una puntata nei mesi giusti possa risultare molto divertente e fuori dagli schemi di una classica uscita in campagna.

martedì 16 ottobre 2018

Il passo Giau


Selva di Cadore - Passo Giau - Pocol - Passo Falzarego - Passo Valparola - Passo Falzarego - Cernadoi - Colle Santa Lucia - Selva di Cadore (Km 56)


La Grande Bellezza. Se uno non ha mai visto le Dolomiti, salga al passo Giau; se uno non ha mai scalato un passo dolomitico, salga al passo Giau; se uno ha semplicemente voglia di spendere una giornata all'insegna dello sport e della meraviglia della natura, salga al passo Giau. Ci vogliono quasi sei ore di viaggio per raggiungere Selva di Cadore, la trasferta più lunga e insensata mai compiuta per un singolo giro (la suggestione di doppiarlo col Manghen il giorno dopo è tramontata in fretta), ma la meta è di quelle che non possono proprio mancare nell'album di un cicloturista.

venerdì 5 ottobre 2018

Le Gorges de Daluis e il Col des Champs


Entrevaux - Daluis - Guillaumes - Villeneuve-d'Entraunes - Saint-Martin-d'Entraunes - Val Pelens - Col des Champs - Val Pelens - Saint-Martin-d'Entraunes - Villeneuve-d'Entraunes - Guillaumes - Daluis - Entrevaux (Km 106)


Quando vado in bicicletta, la fatica peggiore è quella che supera il preventivato. Prima di partire, mi faccio un'idea abbastanza precisa dell'impegno che richiederà il giro e sulla base di questa stima quasi sempre vicina alla realtà, predispongo più o meno consciamente gambe e testa ad affrontare lo sforzo. Accade però che per un motivo o per l'altro la valutazione sia sottostimata, e in questi casi la dose di fatica eccedente tende ad aumentare esponenzialmente, trasformando gli ultimi chilometri in un piccolo calvario. Se un percorso stimato di 80 chilometri si rivela nella realtà superiore ai 100, se la temperatura resta africana ben sopra i 1000 metri e se affronto un giro di alta montagna preceduto da un paio d'ore di macchina con cinque ore di sonno scarse, il risultato è che la conquista del col des Champs, ultimo 2000 del trittico delle Alpi Marittime francesi con Cayolle e Allos, diventa una delle imprese più ardue degli ultimi anni. Detto questo, il col des Champs è un osso duro davvero, decisamente più degli altri due, non fosse altro perché si parte da 500 metri più in basso e le pendenze sono quasi sempre severe con tendenza ad aumentare nel finale; come contraltare, l'aspetto paesaggistico promette emozioni dalla prima all'ultima pedalata.

martedì 25 settembre 2018

La via del mare


Fossano - Trinità - Carrù - Bastia Mondovì - Niella T.ro - Lesegno - Ceva - Battifollo - Bagnasco - Massimino - Colle dei Giovetti - Calizzano - Bardineto - Colle di Scravaion - Castelvecchio di Rocca Barbena - Zuccarello - Cisano sul Neva - Leca - Albenga (Km 118)


Si riparte, dunque, in una direzione precisa e lungo un percorso coerente. Obiettivo il mare, ma come lo vede un piemontese, lontano e accessibile solo attraverso i monti, una meta da guadagnarsi a caro prezzo. Le vie d'accesso al ponente ligure sono tante, sta solo a trovare quella che più si adatta allo stato (d'animo e di forma) del momento, meglio se con qualche via fuga lungo il tracciato nel caso che le cose non dovessero mettersi nel verso giusto. La scelta finale è di raggiungere Calizzano attraverso il Giovetti e poi scendere a Finale o Albenga a seconda di come mi sentirò, ma prima decido di inserire un'ulteriore salita per evitare la fondovalle da Ceva a Bagnasco, salendo a Battifollo attraverso una strada mai percorsa in precedenza.

venerdì 14 settembre 2018

Il Fossanese


Fossano - Bene Vagienna - Gorra - Magliano Alpi - Gratteria - Rocca de' Baldi - Crava - Pasquero - Consovero - Montanera - Castelletto Stura - San Biagio - Murazzo - Maddalene - Fossano (Km 71)


Fermare le lancette e tornare indietro nel tempo, con un giro che mi riporta a un paio di decenni fa. La campagna tra Fossano, Mondovì e Cuneo è un falsopiano verso le montagne, solcato dallo Stura e dal Pesio, il primo con un letto ampio e degradante, il secondo stretto e profondo con le rive boscose e le rampe che raggiungono la doppia cifra a intervallare un percorso piatto solo all'apparenza. Al giro di boa, tra Gratteria e Crava, il borgo malinconico di Rocca de' Baldi, semideserto a metà agosto e lasciato andare coi suoi palazzi scrostati, una piccola Cherasco in tono minore, tagliata fuori da tutto e impegnata a sopravvivere portandosi sulle spalle i suoi anni gloriosi. E poi le 'bialere' tra Consovero, Montanera e Castelletto, strade d'acqua parallele all'asfalto, prima di riattraversare lo Stura dissanguato e toccare Murazzo, Maddalene, Gerbo. Caldo, pensieri, stanchezza e infine il ritorno a Fossano: le lancette riprendono a muoversi e il tempo a passare.

mercoledì 5 settembre 2018

Pioveva su tutte le Langhe


San Benedetto Belbo - Passo della Bossola - Murazzano - Belvedere Langhe - Dogliani - Monchiero - Cherasco - Pollenzo - Cinzano - Alba - Neive - Coazzolo - Valdivilla - Santo Stefano Belbo - Cossano Belbo - Rocchetta Belbo - Bosia - Cravanzana - Feisoglio - Niella Belbo - San Benedetto Belbo (Km 112)




martedì 4 settembre 2018

La valle della Clarée


Melezet - Colle della Scala - Nevache - Châlet de Laval - Nevache - Colle della Scala - Melezet (Km 47)


Giornate lunghe e faticose. Due ore strappate alla vita per uno dei 2000 più indecifrabili che ricordi, appena al di là del confine, dietro quel colle della Scala che lo scorso inverno si è portato via qualche disperato e ora che è estate porta i turisti da Bardonecchia a Nevache, da dove si risale la valle della Clarée fino al rifugio Laval e a una spianata adibita a parcheggio che segna la linea tra la fine della via asfaltata e l'ingresso in un paradiso di prati e cime aguzze, puro e selvaggio, da andarci prima o poi con tutta la famiglia e intanto conservarlo con la cura che si riserva agli attimi più preziosi e irripetibili.